Ultimo banco. Perché insegnanti e studenti possono salvare l’Italia di Giovanni Floris

Venerdì 17 maggio presso il Circolo PD di Viale Alessandrino, presentazione del libro 
Olga Di Cagno - 19 Maggio 2019
Abitare A Settembre 2019

Anambizione, semplificazione semplificata, scorciatoie, elaborazione intellettuale, sacrificio, riscatto: sono questi i lemmi (i vocaboli, i concetti, le parole chiave) che hanno rappresentato- meglio di altri- la presentazione avvenuta nel pomeriggio di venerdì 17 maggio del libro di Giovanni Floris Ultimo banco. Perché insegnanti e studenti possono salvare l’Italia.

Riccardo Vagnarelli, segretario del Pd del V Municipio, Simone Battaglia, segretario del Circolo Pd Alessandrino hanno introdotto l’uno e moderato l’atro l’incontro per la presentazione del  suo libro tra il giornalista e numerosi partecipanti all’incontro, che con attenzione ed onestà intellettuale hanno ascoltato e riflettuto su quanto espresso da Floris.

All’incontro era presente, oltre a diversi membri della segreteria del Pd del V municipio, anche Michela Di Biase, Consigliera Regionale, da sempre in prima linea nelle politiche culturali nonché storica militante del Circolo dell’Alessandrino.

Il titolo parla di scuola ma la narrazione racconta di altro: di una generazione che avendo avuto la possibilità di governare e decidere non è stata all’altezza del compito, di una precisa volontà (trasversale) di non fare in modo che l’istituzione scuola avesse la possibilità di poter esprimersi al meglio e così contribuire a formare una generazione in grado di rappresentare il meglio.

Un’analisi lucida, schietta, a volte anche impopolare (si era in una sede di un circolo del PD) che però ha dato la possibilità ai presenti di riflettere e soffermarsi su alcuni aspetti della società contemporanea: la mancanza di categorie culturali che aiutano a comprendere prima e ad impegnarsi per trovare soluzioni poi ai problemi complessi del quotidiano.

La Cultura e la Scuola (quelle con la maiuscola) non sono viste e sentite più come una priorità, come un valore che aiutano a formare la capacità analitica, gli insegnanti sono considerati sono in proporzione allo stipendio ricevuto, piuttosto basso, non godono più del  rispetto sociale, costantemente screditati, non riescono ad essere influenti nella crescita dei ragazzi.

Si ricercano soluzioni alternative, scorciatoie, modalità sbrigative per demandare ad altri lavori, problemi, problematiche e soluzioni.

Riflessioni importanti, sentite da tutti come appartenenti a tutti, percepite dai presenti come un utile momento di confronto e di ragionamento non solo in vista delle prossime votazioni ma anche e soprattutto per avviare una nuova fase della politica, nella quale e grazie alla quale, il sacrificio, l’ambizione (che non sempre è negativa, anzi ), la semplificazione attraverso il riassunto e non solo attraverso un processo di sottrazione, il sacrificio e l’elaborazione intellettuale possano portare ad una maggiore consapevolezza della Scuola e della Cultura e dei valori che grazie ad esse vendono tramandati e trasmessi alle future generazioni.

Un incontro ed un pomeriggio garbato, sagace, ironico e sicuramente portatore di possibili nuove iniziative.


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