

L’Associazione Severiana denuncia l’ennesimo degrado del patrimonio culturale di Ostia
Fare un barbeque all’interno di un’area archeologica, quindi protetta, era un’esperienza che mancava ai mostri degradati Beni Culturali.
Il fatto è accaduto ad Ostia-Dragoncello presso una villa romana. I resti dell’edificio, come spesso capita, erano stati rinvenuti casualmente durante scavi di un collettore fognario, quasi 7 mesi fa, e poi, perché mancano i soldi, perché la gestione del patrimonio culturale diventa sempre più difficile, l’antica villa era stata abbandonata a se stessa.
Approfittando dell’assenza di divieti e di forti recinzioni, qualcuno ha pensato di usufruire della zona adibendola ad area pic-nic. Al suo interno, infatti, è stato trovato dai volontari dell’Associazione Severiana e fotografato un ‘bel’ barbeque, improvvisato con cocci romani, quindi con elementi che potrebbero essere importanti per un ipotetico studio e datazione della villa romana.
“Questo è l’esempio più eclatante del degrado dei beni culturali in Italia – dichiara in un comunicato l’Associazione Severiana – dove si spendono milioni e milioni di euro in ‘archeologia preventiva’ e poi non si sa più che fare dei reperti portati alla luce. In questo, la Soprintendenza di Ostia e Roma è maestra: nel XIII Municipio presso la rotonda di Ostia Antica, sulla via del Mare, gli scavi sono aperti da quasi un anno. Così come per i resti della nave romana al Ponte della Scafa, lasciati sommersi dall’acqua”.
Secondo quanto dichiarato dall’Associazione, i resti di questo edificio hanno la stessa tipologia delle precedenti ville rustiche rinvenute negli anni ‘80 non molto distanti dall’area in questione, che rappresentano delle vere fattorie d’età repubblicana sopravvissute fino al II sec. a.C. e parzialmente distrutte dai lavori agricoli moderni. Le strutture edilizie di alcuni ambienti sono in opus incertum e quasi reticulatum, ci sono canalizzazioni di un impianto idrico e un atrio di cui rimangono le basi quadrangolari in laterizio che sostenevano le colonne. Marmi, tegole e materiale fittile sparso coprono il resto dello scavo, anche se pavimenti a mosaico o in coccio pesto ancora non sono emersi e così neppure rivestimenti parietali ed elementi decorativi.
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