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Un intenso Albertazzi nella Tempesta di Skakespeare

Dal 20 novembre al 13 dicembre al Teatro Ghione per la regia di Daniele Salvo

La Tempesta scritta da William Shakespeare tra il 1610 e il 1611 si intitola così proprio perché a seguito della stessa si verificano una serie di eventi che determinano il destino dei protagonisti, quella del regista Daniele Salvo è invece una tempesta tutta esistenziale che vuole simboleggiare la confusione dell’uomo moderno, il disagio che egli vive nella società che Bauman ha definito “liquida” e che lo sommerge in questo caso, disorientandolo.

c19a9ea8-d830-447d-9048-011171cfb35eAlbertazzi e la compagnia teatrale tutta portano in scena in modo magistrale questa vicenda al teatro Ghione dal 20 novembre al 13 dicembre.

L’uomo del nostro tempo è, secondo il regista, frastornato da persuasori occulti, anaffettivo, comprato da una società che lo ha divorato, digerito, trasformato in cieco consumatore e prodotto di mercato. Di un popolo antico, non trabocca più la Poesia, la Cultura, la forza del pensiero, la febbre dell’Arte. La nave affonda. Il Re e la sua corte, dalle loro lussuose stanze interne alla nave, tentano invano di dettar legge agli elementi naturali, disposti a tutto pur di salvarsi la vita, offendendo i marinai esposti alla tempesta, ostentando la loro presunta onnipotenza di piccoli uomini politici in balìa delle onde

La commedia, ambientata su di un’isola imprecisata del Mediterraneo, racconta la vicenda dell’esiliato Prospero, il vero duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta, utilizzando illusioni e manipolazioni magiche. Mentre suo fratello Antonio e il suo complice, il Re di Napoli Alonso stanno navigando per il mare, in ritorno da Cartagine, il mago invoca una tempesta che rovescia gli incolumi passeggeri sull’isola. Attraverso la magia e con l’aiuto del suo servo Ariel, uno spirito dell’aria, Prospero riesce a tirare fuori la natura bassa di Antonio, a redimere il Re e a far innamorare e sposare sua figlia con il principe di Napoli Ferdinando. La narrazione è tutta incentrata sulla figura di Prospero il quale, con la sua arte, tesse delle trame in cui costringe gli altri personaggi  a muoversi in scenografie sorprendenti ed evocative.

Il Prospero di Albertazzi si muove su una sedia a rotelle, come un moderno Hamm beckettiano, mosso dai suoi spiriti. Proprio dalla sua apparente fragilità fisica si sprigionano la sua imprevedibile potenza di pensiero e la sua abilità esoterica incontrastabile lasciando lo spettatore con l’idea che la volontà possa in realtà essere anche rappresentazione.

Teatro Ghione, via delle Fornaci 37, 00165 Roma – tel. 06 6372294 – 06 39670340, fax 06 39367910 – info@teatroghione.it –  replica con audiodescrizione per spettatori non vedenti o ipovedenti: 29 novembre

Altri spettacoli utti i giorni, ore 21.00
 – Lunedi, riposo – 
Domenica, ore 17.00

25 e 26 Novembre, ore 17.00– 3 e 8 Dicembre, ore 17.00

 

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