Un programma per la tutela e lo sviluppo della cultura a Roma e nel V Municipio

Francesco Sirleto - 30 Agosto 2021

Il patrimonio culturale presente e conservato, ma non del tutto fruito e valorizzato, a Roma, non ha eguali nel mondo e neanche in Italia. Le aree e i siti archeologici, i musei e le chiese, le gallerie private e pubbliche, le ville e le biblioteche storiche, i teatri e i luoghi destinati alla musica, disseminati in tutta la città (non solo all’interno delle mura aureliane), rappresentano poli di attrazione per masse di turisti provenienti dall’Italia e da tutti i paesi del mondo. Ma, accanto a questo patrimonio esistente, accumulatosi e cresciuto nel corso di tre millenni, e in simbiosi con esso, vi è anche la cultura prodotta e fruita quotidianamente in una città che non ha mai smesso di generare nutrimenti spirituali. E vi sono migliaia, se non centinaia di migliaia, di persone, che traggono il loro reddito dal contributo che, quotidianamente, danno alla cultura, smentendo, in tal modo, coloro che affermano che la cultura non produce pane. Oltre a ciò, Roma è anche il più ricco e articolato polo scientifico e universitario del Paese. È una città della cultura e del sapere che ha bisogno di una strategia globale che investa tutti i settori perché questa sua unicità possa esprimersi in pieno.

Vi sono state epoche, nel recente e meno recente passato, che portano il nome di sindaci di centrosinistra (Argan, Petroselli, Rutelli, Veltroni), nelle quali Roma ha vissuto grandi stagioni culturali fatte non solo di grandi eventi ma anche della restituzione a cittadini e turisti di nuovi spazi per la produzione e la fruizione della cultura. Stagioni che hanno offerto illimitata energia per lo sviluppo economico, attraverso la cultura, di tutta la città. Negli anni successivi quella spinta si è arrestata o rallentata e, in una situazione già difficile si sono abbattuti gli effetti della pandemia, che hanno colpito profondamente l’industria e tutti gli operatori culturali. Il risultato odierno consiste in una forte riduzione e in una frammentazione dell’offerta culturale e in una carenza di luoghi dedicati alla cultura, alla creatività e alla socializzazione, in particolare per le giovani generazioni, a cui si aggiunge un’insana e immotivata tendenza, da parte dell’attuale Amministrazione, alla forzata chiusura dei luoghi autogestiti senza una politica di riqualificazione, di integrazione e rilancio delle attività e dei servizi. Inoltre si assiste ad un forte squilibrio dell’offerta culturale, ancora troppo concentrata nei quartieri più centrali e relativamente carente, quando non del tutto assente, nei quartieri più periferici. Per non parlare della precarizzazione e dell’incertezza occupazionale per gli operatori culturali (artisti, musicisti, tecnici dello spettacolo, ecc.).

Una nuova politica per la tutela e il sostegno alla cultura in tutta la città

Di fronte al desolante quadro attuale, è necessaria una nuova politica per la tutela e il sostegno alla cultura in tutta la città. La base da cui partire è rappresentata da due documenti di valore internazionale:

1) la Convenzione di Faro (che risale al 2013, sottoscritta da tutti i Paesi membri del Consiglio d’Europa), che rinnova il concetto di patrimonio culturale, introducendo il concetto più innovativo di “eredità-patrimonio culturale“, che viene considerato “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”.

2) Il Documento approvato nel 2020 dal Consiglio Mondiale di UCLG (Organizzazione mondiale di città e governi locali), sotto il nome Carta di Roma. In questo secondo documento si afferma il diritto di ciascuno a prendere parte pienamente e liberamente alla vita culturale, condizione anche questa per lo sviluppo sostenibile e la buona qualità della vita.

Sulla base dei principi teorici, ma vincolanti per i sottoscrittori, enunciati in questi due importanti documenti, prende forma l’insieme degli atti che troviamo elencati nel Programma di Governo di Roma Capitale della coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato Sindaco Roberto Gualtieri, e cioè:

  • creazione del “Consiglio della Cultura di Roma”, presieduto dal Sindaco, che curi il rapporto con i principali attori istituzionali e i diversi protagonisti del mondo della cultura e della conoscenza, con funzioni di coordinamento, per un piano d’azione strategico in grado di valorizzare i diversi ambiti in un quadro complessivo integrato;
  • collaborazione sistematica con i Municipi per un decentramento culturale di qualità, attraverso la co-programmazione di politiche destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale diffuso;
  • coinvolgimento delle scuole come nodi effettivi e a pieno titolo della rete culturale cittadina;
  • inclusione della società civile nelle politiche culturali, in modo tale da coinvolgere i movimenti dal basso, le emergenze artistiche, le associazioni sul territorio, i centri culturali formali e informali, i singoli cittadini, attraverso un quadro normativo basato sulla legge sui beni comuni del 2019 della Regione Lazio (Legge n. 10 del 26 giugno 2019);
  • sviluppo dell’osservatorio sulla creatività e la cultura;
  • Rafforzamento della cooperazione e co-progettazione tra le istituzioni culturali, e tra queste e gli operatori privati, affinché l’intervento pubblico stimoli e sostenga anche l’iniziativa privata di valore culturale;
  • completamento del polo delle Arti già previsto nell’ex Mattatoio composto dal Macro, dall’Università di Roma Tre e dall’Accademia di belle Arti;
  • La creazione di centri culturali strategici, con conseguente disseminazione di luoghi della cultura e creatività sui territori, anche valorizzando il patrimonio immobiliare comunale inutilizzato (solo nelle ville storiche comunali ci sono 81 edifici abbandonati);
  • Il rilancio di Cinecittà come polo internazionale di produzione audiovisiva (progetto previsto dal PNRR);
  • L’efficientamento energetico dei siti culturali, quali teatri e musei;
  • Pieno sostegno all’impresa culturale, a partire da teatri e sale cinematografiche, attraverso interventi che sostengano la domanda;
  • potenziamento della rete delle Biblioteche comunali di quartiere, che vanno estese e rese sempre più centri culturali polivalenti;
  • Il sostegno delle librerie indipendenti, che svolgono una funzione culturale di presidio e di incontro nei quartieri, con misure specifiche, dall’alleggerimento della Tari, alla segnaletica, al riutilizzo a loro favore di parte del patrimonio comunale diffuso;
  • L’individuazione di luoghi culturali come “cerniera” tra centro e periferia;
  • Lo sviluppo della gestione partecipata del patrimonio culturale diffuso e minore, che veda i cittadini protagonisti della loro tutela e valorizzazione;
  • L’ampliamento della fruibilità di musei e siti culturali civici.

 

Un programma per la cultura in V Municipio

Il programma culturale per Roma, viene poi specificato e dettagliato (nel Programma della coalizione di centrosinistra del V Municipio, che sostiene la candidatura a Presidente di Mauro Caliste), adattandolo alle peculiarità del territorio. In V Municipio, infatti, sono presenti siti e reperti archeologici di primaria importanza (gli Acquedotti, i mausolei di S. Elena e dei Gordiani, le catacombe di Marcellino e Pietro, la basilica pitagorica di Porta Maggiore, la villa di Costantino all’interno del PAC, l’area Ad duas Lauros e tante altre ricchezze archeologiche). Questo patrimonio va rivendicato e valorizzato come un elemento “identitario” con un coinvolgimento delle scuole, dei residenti e del circuito turistico. Oltre ai siti archeologici, vi sono altri luoghi, nel nostro Municipio, che possono essere considerati come “elementi identitari”: sono quelli legati alla storia recente, la storia degli insediamenti a partire dal 1870, della formazione dei quartieri popolari, la storia del fascismo e della Resistenza, la storia della ricostruzione nel dopoguerra, la storia recente, dai primi siti industriali (la Snia, lo stabilimento Serono, i depositi ATAC, ecc.) realizzati in città ai luoghi tramandati dalla letteratura e dal cinema (Rossellini, Lizzani, Pasolini, Germi, Monicelli).

Un altro importante aspetto culturale da rivendicare con orgoglio è rappresentato dal ruolo che il nostro territorio ha svolto nella resistenza antifascista, ruolo testimoniato dalle numerose pietre d’inciampo e dai monumenti e targhe in ricordo dei partigiani e dalle medaglie d’oro al merito civile conferite al Quadraro (2004) e a Centocelle (2017). Questa memoria va continuamente valorizzata e il Municipio dovrà impegnarsi a potenziare tutte le iniziative nelle scuole e negli spazi pubblici portate avanti dall’ANPI e dalle Associazioni culturali antifasciste del territorio e ad assicurare una manutenzione adeguata a targhe e monumenti che ricordino tali eventi.

Il Municipio dovrà autopromuoversi nelle rassegne culturali e creative che si svolgono a Roma e provare a costruire una vera e propria infrastruttura per la cultura, che dia supporto alla creatività e all’individuazione di risorse economiche e alle attività di rete tra operatori culturali, pubblici e privati.

In questo quadro vanno sviluppati strumenti Multimediali e di comunicazione virtuale per raggruppare in maniera dinamica gli operatori culturali, favorirne la messa a fattor comune e l’interrelazione.

Nel nostro Municipio sono presenti circa 60 associazioni culturali e di promozione sociale, la cui attività costituisce un prezioso serbatoio di risorse che la nostra politica culturale ha il dovere di sostenere tramite progetti mirati ad arricchire il tessuto sociale del territorio. Allo stesso modo, è importante creare un raccordo tra le librerie indipendenti del Municipio, valorizzando queste realtà culturali mediante la costituzione di associazioni e reti di impresa collegate agli altri soggetti culturali che operano sul territorio. Tutti gli spazi oggi utilizzati per iniziative culturali vanno valorizzati e, ove possibile, ampliati, attraverso il riutilizzo di strutture in disuso, come una parte dei capannoni del Teatro dell’Opera a Quarticciolo.

I Centri Culturali Polivalenti sono sempre stati un fiore all’occhiello di questo Municipio. Tali strumenti di partecipazione erano stati istituiti con una Delibera ratificata dalla Giunta comunale nel 1983 e da Regolamenti di gestione con elezioni democratiche tra gli iscritti, ma non sono stati riconosciuti dall’attuale Giunta municipale, che ha bloccato tutte le loro attività da anni. Anche questi strumenti di partecipazione vanno quindi rilanciati, aggiornando la normativa per incrementarne le attività e migliorare il loro rapporto con il territorio.

La legge n. 15/2020,”Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”, prevede strumenti e risorse per la valorizzazione del ruolo delle biblioteche e il coinvolgimento delle scuole con i Patti locali per la lettura. Il V Municipio deve utilizzare appieno tali strumenti e favorire l’accesso alle risorse, favorendo una rete con le librerie e gli spazi culturali del territorio che può rivelarsi utile anche per il contrasto della povertà educativa.

Le precedenti amministrazioni di centrosinistra avevano investito nelle politiche culturali anche dotando il territorio di 4 biblioteche comunali. Purtroppo, il Sistema Biblioteche Centri Culturali si trascina ormai da troppo tempo nell’abbandono, con scelte precise di impoverimento attraverso: la riduzione degli spazi, il calo dei finanziamenti, la mancata valorizzazione del personale.

Le biblioteche devono, invece, tornare ad essere spazi di iniziativa culturale ed è necessario che il Municipio individui nuovi locali per l’apertura di biblioteche comunali anche in quartieri che oggi ne sono sprovvisti.

Nel V Municipio insistono un teatro comunale e uno municipale, ma gli spazi dedicati devono essere implementati, recuperando luoghi in abbandono attraverso progetti di rigenerazione urbana.

Si dovrà, inoltre, rendere fruibili e di facile accesso le iniziative e le risorse documentaristiche già nel patrimonio municipale, ad esempio quelle presenti nella Casa della Cultura di Villa De Sanctis e il Centro di Documentazione sulle Arti Musicali e Cinematografiche.

In questi anni le risorse economiche messe a disposizione dal bilancio capitolino per le iniziative culturali si sono rivelate del tutto insufficienti e vanno implementate. È importante quindi operare, insieme alle associazioni interessate, per attingere ai fondi UE e regionali.

Il Municipio offre 23 aree verdi pubbliche in cui si trovano ampi spazi di aree archeologiche. Se a ciò sommiamo casali privati, spazi agricoli e non agricoli è possibile pensare a un sistema che possa divenire una rete fondamentale per la vivibilità e attrazione del territorio.

Un programma in grado di generare una rete di soggetti pubblici e privati in un’unica grande offerta turistica immediata, reale (cioè capace di far rimanere le persone sul nostro territorio), vera (non artefatta, ma capace di narrare i tanti aspetti dei nostri spazi urbani), completa (che crei valori per tutti i soggetti economici del territorio).

Il 2025 sarà l’anno del Giubileo e il nostro territorio dove sorge la Chiesa di Meier e sono presenti molte testimonianze della storia cristiana nei secoli, può rappresentare un importante itinerario turistico, da integrare con la conoscenza di quel museo diffuso rappresentato dalle caratteristiche storiche, sociali e artistiche presenti nei nostri quartieri.


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