Un riformismo civico per Roma

Roberto Morassut ha presentato il 26 marzo l’ultimo libro al Pixelville di Alessandrino
di Sergio Scalia - 28 Marzo 2015

Giovedì 26 marzo al Pixelville di Via della Bellavilla 94, Roberto Morassut, parlamentare PD e già assessore della Giunta Veltroni, ha presentato i contenuti del suo ultimo libro “Roma Capitale 2.0. La nuova questione romana. Un riformismo civico per la Capitale”.

All’iniziativa erano presenti Massimiliano Smeriglio, vice presidente della Regione Lazio, Giammarco Palmieri e Stefano Veglianti, Presidente e Vicepresidente del V Municipio e molti cittadini, che hanno fatto alcune domande agli intervenuti.

morassut pubblicoMorassut ha ricordato che per assicurare un futuro migliore a questa città occorre superare tutti quei meccanismi che hanno portato al fenomeno di Mafia Capitale, ricordando come questo intreccio tra estremismo di destra, criminalità e spezzoni del mondo imprenditoriale e cooperativo si sia consolidato sotto la Giunta Alemanno, riuscendo a condizionare appalti e assunzioni nelle aziende pubbliche e nel settore sociale. Nonostante alcuni segnali fossero già evidenti in quegli anni, la nostra opposizione non è stata all’altezza dello scontro necessario per debellare quel sistema.

Non si può dimenticare comunque che, a differenza del centro destra, tutte le persone del PD che sono state solo sfiorate da sospetti o indagini, hanno messo a disposizione gli incarichi che ricoprivano nell’amministrazione.

Entrando nel merito dei contenuti del suo libro, Morassut si è voluto soffermare sul concetto di Riformismo civico, che si può affermare solo con il ritorno alla partecipazione e alla buona politica. Quella politica che aveva trovato in Petroselli, Rutelli e Veltroni delle figure che riuscivano a suscitare ideali e sogni, partendo dai bisogni reali dei romani e trasformandoli in obiettivi concreti da realizzare con il supporto di partiti che in quei tempi riuscivano a raccogliere e interpretare le esigenze dei quartieri. La fuga dalla politica ha oggi indebolito i partiti, che rischiano di chiudersi al loro interno misurandosi solo sul controllo del potere e delle tessere e questo ha determinato deviazioni e allontanamento dalla realtà sociale.

morassutAlcuni esempi di riformismo civico possono oggi venire dall’associazionismo  e dal volontariato del terzo settore, che non è solo quello di cooperative  a caccia di appalti, ma quello che ancora oggi impedisce l’esplosione di profonde lacerazioni in questa città, supplendo alle pesanti carenze delle istituzioni nei campi della cultura e del sociale. La parte sana di questo mondo associativo va però aiutata dall’amministrazione, non tanto con appalti, quanto con facilitazioni, con spazi comuni dove possano operare e confrontare le loro esperienze.

Un riformismo civico deve affrontare il tema dell’apertura del Mercato in una città come Roma, un Mercato che ancora oggi appare troppo chiuso, ristretto, dove alcuni grandi gruppi controllano appalti, edilizia e informazione.

In un mondo segnato dall’incessante innovazione tecnologica e dal tramonto dell’edilizia espansiva e della burocrazia manuale, lo sviluppo di Roma è sempre più legato all’affermazione di settori economici innovativi e alla valorizzazione delle sue ricchezze culturali.

Un ultimo argomento è stato quello della Città Metropolitana, un ente di 4 milioni di abitanti che oggi sostituisce la Provincia di Roma.  Ad un anno dalla sua istituzione l’impegno maggiore è stato quello di trovare una quadra sulle deleghe e sul regolamento, ma non si è ancora riempito di contenuti il programma di lavoro di questa nuova istituzione.  Morassut ha ricordato la sua proposta di un ridisegno delle Regioni, con molti accorpamenti e con la costituzione di una Regione di Roma Capitale, in analogia agli status e ai poteri di altre capitali europee, come Berlino, Londra o Parigi.

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