Una bella festa per Ciro all’insegna della solidarietà e dell’incontro tra i popoli e le culture

Commemorato, a Villa Certosa, il 40° anniversario della sua morte
F. S. - 12 Maggio 2019

Roma, 12 maggio 2019 – Anche quest’anno, come tutti gli anni, a Villa Certosa (la zona di Torpignattara che può vantare una sua propria identità e peculiarità, sociale e culturale, rispetto al resto del quartiere) è in via di svolgimento la Festa dedicata al giovane Ciro Principessa, militante del PCI ucciso da un fascista il 20 aprile del 1979.

È il 40° anniversario dalla brutale uccisione di Ciro e, per questa occasione, la ricorrenza coincide con l’uscita del libro Morire per un libro (già recensito su Abitarearoma.it) di Giulio Marcon, che ne narra la breve vita e la morte, ricostruendo il contesto sociale e politico di quegli apparentemente lontani anni Settanta.

Gli organizzatori della Festa, che si raccolgono nel “Comitato di quartiere Villa Certosa”, fondato e guidato dagli amici e compagni di Ciro (Paolo Munzi, Celeste Di Tommaso, Claudio Lo Petuso, Mauro Principessa, Raffaele Lo Russo, Pippo Giuffrida, Ivano Morichelli e molti altri), hanno voluto rafforzare e sottolineare lo spirito e la finalità che ha sempre animato l’evento: la solidarietà nei confronti dei più deboli, l’apertura alle diversità, la difesa dei valori della Costituzione, la valorizzazione delle diverse culture ed esperienze presenti e conviventi, in maniera armoniosa, nel quartiere stesso e, infine, il rifiuto netto dell’odio e del razzismo che, in altri quartieri, viene fomentato e aizzato, anche in questi giorni, da organizzazioni di estrema destra.

Un quartiere che – come ci tiene ad evidenziare la giovane dottoressa Eleonora Lo Petuso, autentica leader del Comitato – è stato fondato e popolato da immigrati provenienti dalle più disparate regioni italiane; un quartiere che, ancora oggi, accoglie molti nuovi immigrati provenienti da più lontani Paesi (Bangladesh, Marocco, Romania, Cina e molti altri): un quartiere interetnico e multiculturale, mai sfiorato da odi, diffidenze e conflitti interetnici.

Migliaia (gli organizzatori parlano di circa 5.000 presente) sono stati i visitatori nel corso della prima bella giornata di sabato 11 maggio; migliaia di persone che hanno riempito la Piazza di Largo dei Savorgnan, dove è stato allestito il palco sul quale si sono avvicendati numerosi gruppi musicali, ma anche via dei Savorgnan (affollando i diversi bar e locali che si affacciano sulla strada e in particolare l’enoteca di Chourmo) nonché nel “Giardino liberato” di via Galeazzo Alessi, uno spazio verde che, grazie all’ostinazione e al lavoro volontario dei membri del Comitato, è stato strappato al degrado e restituito ai cittadini e soprattutto ai bambini. Tra queste migliaia di persone, massiccia si è rivelata infatti la presenza dei bambini, ai quali sono stati dedicati alcune apprezzatissime performances musicali.

Oggi, domenica 12 maggio, oltre agli spettacoli che continueranno anche in caso di pioggia, sono previsti due dibattiti: uno dedicato al tema dell’immigrazione e della solidarietà (con la presenza del prof. Michele Colucci, ricercatore e autore di saggi sull’emigrazione italiana e sull’immigrazione in Italia), l’altro costituito dalla presentazione del libro di Marcon sulla vita e sulla morte di Ciro.

 

F. S.


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