

Fino al 21 ottobre al teatro Flaiano con Stefano Antonucci, Silvia Maria Vitale, Roberta Passerini, Salvatore Rivoli, Francesca Cati e con la partecipazione di Loredana Martinez
Il berretto a sonagli e Liolà furono scritte da Luigi Pirandello nel 1916 prima in siciliano (per la compagnia teatrale di Angelo Musco) e successivamente in italiano.Nel 1932 Eduardo De Filippo recitava la commedia Chi è più felice di me al teatro Sannazaro di Napoli, quando fu informato della presenza di Luigi Pirandello in un palco di prima fila. Nell’intervallo il “Maestro” fece visita ad un emozionato Eduardo: nasceva in quel momento un fortunato sodalizio che avrebbe prodotto la trasposizione in napoletano di tutte e due le commedie e la scrittura di una nuova commedia (L’abito nuovo, dall’omonima novella).
Liolà fu messa in scena il 21 maggio del 1935 al teatro Odeon di Milano con Peppino De Filippo nella parte principale; Peppino ne aveva curato la trasposizione in napoletano e Pirandello ne fu molto soddisfatto.
Il berretto a sonagli fu adattato in napoletano da Eduardo e quando fu messo in scena nel 1936 Pirandello scrisse: “.. Ciampa era un personaggio che aspettava da vent’anni il suo vero interprete” (mi piacerebbe sapere se Angelo Musco sia mai venuto a conoscenza di questa dichiarazione).
Ho voluto raccontare brevemente alcuni aneddoti, mettendo anche le date, per far capire le difficoltà che indubbiamente ha incontrato Antonello Avallone nel mettere in scena il succitato Berretto a sonagli al teatro Flaiano in via Santo Stefano del Cacco 15 a Roma.
Il grande merito di Avallone. regista ed interprete della commedia, è quello di rendere avvincente e leggero il dipanarsi della trama. L’ironia e gli spunti comici non attenuano la drammaticità pirandelliana, anzi ne sottolineano il pensiero ed anche il grande lavoro effettuato dai due drammaturghi dagli anni 1932 al 10 dicembre 1936 (data della morte di Pirandello). In una intervista alla televisione italiana, Eduardo ebbe a dire che lavorò con il grande “Maestro” fino al 5 dicembre 1936 con grande rispetto e affetto reciproco.
Il Teatro Flaiano è una bomboniera; si assiste a una grande commedia con un cast veramente delizioso, insomma si passano velocemente due ore ridendo e pensando al tempo stesso.
Teatro Flaiano
Via Santo Stefano del Cacco, 15 (P.zza di Torre Argentina) 00186 – Roma
Tel. 06/37513571 – 06/37514258 www.teatroflaiano.com – segreteria@teatroflaiano.com
Direttore artistico Antonello Avallone
Stagione 2018/2019
DAL 27 SETTEMBRE AL 21 OTTOBRE 2018
Orario spettacoli
Giovedì e venerdì ore 21,00-sabato ore 17,00 e ore 21,00
Domenica e festivi ore 17,30
Antonello Avallone in “IL BERRETTO A SONAGLI” di Luigi Pirandello
Cast
con Stefano Antonucci
e con Silvia Maria Vitale, Roberta Passerini, Salvatore Rivoli, Francesca Cati
e con la partecipazione di Loredana Martinez
Luci e fonica Flavio Lauria Scene e costumi Red Bodò
Regia Antonello Avallone
Uno dei capisaldi della produzione di Pirandello, su uno dei temi a lui più cari come quello della tranquillità sociale. Avallone, propone una nuova e vivace interpretazione de “Il berretto a sonagli”, densa di ironia e di risvolti addirittura comici che rendono attuale e moderno questo famosissimo testo.
La prima versione dell’allestimento risale al duemila e due e vedeva protagonista una giovanissima Anna Foglietta. Oggi Avallone presenta un cast completamente rinnovato, l’ambientazione si sposta nella provincia napoletana a voler sottolineare con maggiore vigore la sottilissima ironia dell’autore agrigentino.
Beatrice Fiorica viene a sapere che il marito la tradisce con la giovane moglie dello scrivano Ciampa, che lavora alle dipendenze del marito. Decide quindi di smascherare la tresca allontanando con un pretesto Ciampa e facendo sorprendere i due amanti dal delegato di pubblica sicurezza Spanò. Scoppia lo scandalo ma il delegato per rispetto al cavalier Fiorica, non fa emergere dal rapporto nessun elemento da cui risulti l’adulterio. Ciampa, deciso ad uccidere i due amanti, trova un’altra possibilità: che la signora Beatrice si faccia credere pazza.
Nella logica capovolta dell’umorismo pirandelliano, infatti, basta dire la verità per essere creduti pazzi.
Henos Palmisano
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