

Nonni e nipoti in “crescendo” musicale
1- Il presidente del Centro Anziani Adriana Scialanga
Una scuola di musica e un centro anziani hanno dato vita ad un progetto che ha riscosso l’approvazione della Provincia di Roma, e che vede sugli stessi banchi del solfeggio musicale e alle prese con un pianoforte o una chitarra nonni e nipoti insieme. Un nesso tra generazioni che a detta dei maestri di musica Mauro Conti e Stefano Fiori sta dando risultati sorprendenti.
L’idea originaria è stata della presidente del Centro Anziani Adriana Scialanga che, dopo un colloquio con il Presidente dell’Associazione Anton Rubinstein di Colli Aniene Luigi Matteo, si è data da fare per presentare il progetto in Provincia e in poco tempo l’ha spuntata. Il progetto si propone un corso di educazione musicale per i soci del Centro Anziani di Settecamini e per i loro nipoti e si avvale dell’Associazione “Anton Rubinstein”, già operante da più di quattro anni nel territorio V Municipio-Tiburtino.
Che cosa porta di nuovo e di bello una scuola di musica in un Centro Anziani? Ci ha risposto il Prof. Luigi Matteo che ha voluto insistere su due importanti concetti: la Funzione terapeutica per gli anziani e la Funzione pedagogica per i ragazzi. Per gli anziani la musica svolge una efficace e piacevole azione terapeutica. Imparare musica significa fare una ottima ginnastica mentale, un eccellente allenamento della memoria e in generale un miglioramento della qualità della vita dopo la pensione. Ma se per gli anziani l’educazione musicale aiuta a conservare più a lungo le proprie facoltà intellettuali, questa consente ai bambini di apprendere più velocemente a scrivere, a parlare, a sviluppare il linguaggio e a coordinare i movimenti.
C’è poi il fatto che la musica influenza l’organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale: tale fenomeno viene in genere denominato “effetto Mozart”. Studi recenti dimostrano che una buona educazione musicale negli anni delle elementari rende i bambini non soltanto più intelligenti, ma anche più socievoli e collaborativi. I bambini che studiano e fanno musica riescono a concentrarsi meglio dei bambini che non suonano alcuno strumento ed hanno una resa superiore anche in altre materie.
Anche le violenze tra bambini sono minori e non è difficile comprenderne il motivo: facendo musica attivamente si può imparare a relativizzare la propria posizione, a darsi davvero da fare per un buon risultato del lavoro di gruppo. Grazie ai due presidenti che hanno saputo inventare una commistione così geniale come proposta culturale nel territorio del V Municipio.
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