

Il sindaco Gualtieri taglia il nastro di fronte all'Auditorium. 32 postazioni, wi-fi libero e tanta luce per i giovani romani
Dove un tempo c’era una struttura abbandonata, ora batte un cuore dedicato ai giovani e alla cultura.
È stata inaugurata questa mattina, lunedì 12 gennaio 2026, la nuova aula studio di via Pietro De Coubertin, un progetto che unisce la rigenerazione urbana al ricordo commosso di Mattia Nicholas Liguori, il giovane ciclista travolto a Corso Francia nel 2025.
Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti le istituzioni capitoline e municipali, ma soprattutto la famiglia di Mattia, i suoi compagni di scuola e la preside del liceo Lucrezio Caro.
Un momento carico di emozione, in cui il ricordo si è trasformato in un segno concreto rivolto alle nuove generazioni.
Accanto al sindaco Roberto Gualtieri, hanno partecipato gli assessori Massimiliano Smeriglio (Cultura) ed Eugenio Patanè (Mobilità), la presidente del Municipio II Francesca Del Bello, insieme ai vertici della Fondazione Musica per Roma, Claudia Mazzola e Raffaele Ranucci.
La nuova aula studio nasce dal recupero di una vecchia serra vetrata, trasformata in un ambiente luminoso e accogliente, pensato per gli studenti romani:
32 postazioni attrezzate
Spazio riscaldato e molto luminoso, grazie alle grandi vetrate
Wi-Fi gratuito, aperto a tutti
Un luogo silenzioso ma vivo, incastonato tra cultura, verde e città.
L’aula studio è solo il primo tassello di un progetto più ampio di trasformazione urbana.
Proprio in questo tratto di via De Coubertin, a partire dalla prossima primavera, prenderanno il via i lavori per la realizzazione di una grande piazza pedonale davanti all’Auditorium, destinata a ridisegnare il quartiere all’insegna della mobilità dolce, della sicurezza e della vivibilità.
Un cambiamento che guarda avanti, senza dimenticare.
L’aula studio sarà accessibile tutto l’anno con orari differenziati:
Inverno: dalle 11 alle 18 (domenica e festivi dalle 10)
Estate: dalle 11 alle 20 (domenica e festivi dalle 10)
Un nuovo spazio pubblico che nasce da una ferita profonda e prova a trasformarla in cura, conoscenza e futuro.
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