

Studenti e professori in corteo il 25 ottobre
Piazza Esedra 25 ottobre ore undici è da poco iniziata la maxi manifestazione contro la riforma Moratti. La piazza è gremita. Università e scuola secondaria sono alleate nella protesta contro quell’unico emendamento che decreta la morte del sapere aperto a tutti e della ricerca pubblica. E mentre gli studenti muovono da piazza Esedra verso piazza Navona, professori, ricercatori e dottori si dirigono "compatti come la casa delle libertà", scherza uno di loro, verso piazza Montecitorio. Qui infatti questi ultimi si riuniscono con i rappresentanti dei sindacati mentre all’interno del palazzo si sta votando per l’approvazione dell’inviso D.D.L. Moratti. E quando dalla porta centrale si vede uscire il presidente della Repubblica Ciampi accompagnato dal padrone di casa Casini, la folla unanime grida “non firmare!”. La protesta andrà avanti sino alle 18 ora in cui si ritiene che le operazioni di voto alla camera saranno concluse.
Dunque, il centro di Roma, completamente blindato, ospiterà per tutta la giornata le decine di migliaia di studenti e docenti, che dalle università occupate di Napoli, Siena, Sassari, Bologna e Torino(per citarne alcune) sono giunti a Roma, per dimostrare ai governanti che non subiscono passivamente le loro decisioni. E anche se, come ci ha rivelato un professore dell’Università di Cassino, "tutto ciò non servirà a nulla perché come è passata la devolution così passerà anche la riforma dell’università", per i manifestanti è importante esserci e scendere in piazza. La maggior parte di loro, infatti, spera che con la prossima legislatura le cose cambieranno. Perciò il corteo è anche un momento di festa, i cori di protesta sono accompagnati da musica e danze, e i partecipanti sono consapevoli che affinché qualcosa cambi è necessario continuare a lottare pacificamente.
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