Municipi:

Uno scempio commerciale a cielo aperto

Riceviamo e pubblichiamo

E’ tempo di timori e di grandi preoccupazioni anche nel nostro paese, dopo gli attentati nel suolo francese e le centinaia di persone colpite dal terrorismo di estrazione mussulmana.

Nonostante ciò l’ospitalità e la disponibilità dei cittadini romani, abituati da sempre alla presenza del pluralismo multietnico, non hanno dato alcun segnale di criticità sul rispetto dei valori e dei principi legati all’accoglienza internazionale.

blitz_vigili_porta_maggiore-620x310Quel che, invece, forse sfugge alla classe dirigente romana, impegnata al momento a mettere in piedi tutta una serie di misure in tema di sicurezza, tali da prevenire ed impedire ogni azione a sorpresa di matrice terroristica, è il fatto che la popolazione romana, vivendo, ormai, in emergenza permanente, tale da considerare il “Giubileo” come una ulteriore occasione propizia per un attentato nella capitale, chiede l’allargamento e l’attuazione di una strategia pianificata anche nelle vicine o estreme periferie del territorio romano, al fine di rendere più concreta e più visibile l’azione delle istituzioni capitoline, coadiuvate da quelle statuali, attraverso interventi quotidiani di mero e semplice controllo preventivo, mirati ad accertare lo status e l’identità delle varie  presenze dei paesi extracomunitari nonché le loro attività e la legalità delle stesse.

Mercatini-piramide-1Se i vertici amministrativi del Comune di Roma nonché la compagine di maggioranza, a capo del V Municipio, avessero colto questa istanza di base della cittadinanza romana, probabilmente al mercato abusivo ed a cielo aperto di Via Casilina, compreso nel tratto tra Ponte Casilino e Piazza di Porta Maggiore, si sarebbe, così come in tanti altri casi analoghi , detta la parola fine.

Sarebbe stato sufficiente l’utilizzo quotidiano e ripetuto di qualche pattuglia della Polizia Municipale di Roma Capitale e delle giornaliere disposizioni di servizio per poter procedere in loco nei controlli amministrativi di natura commerciale e, nel caso si fosse reso opportuno, anche di quelli connessi con la sicurezza pubblica ed, al tempo stesso, la previsione di alcuni provvedimenti di natura sociale, per rassicurare, da una parte, i residenti di questa parte del territorio del V Municipio nonché tutti i passanti occasionali sulla tranquillità dei luoghi in questione e per eliminare, per altri versi, il degrado sociale ed ambientale ivi esistente, dove persone sotto la soglia della povertà e merci, per lo più riciclate dai cassonetti AMA, la fanno da padrone

Le conseguenze di questo modus operandi, caratterizzato da una amministrazione che manca di progettualità e di prospettive a tempi lunghi, si ripercuotono e si manifestano, quindi, nell’immagine attuale che Roma, nel complesso e da troppo tempo, presenta ormai: l’immagine di una città sporca, oltre che inefficiente ed insicura, dove, però, non lo si può nascondere, molti avventori danno ogni mattina un loro contributo fattivo al mantenimento della suddetta situazione, acquistando nel mercato in questione ogni genere di mercanzia, senza conoscerne la natura e l’origine

In conclusione quel che i cittadini romani chiedono alle istituzioni locali è il normale rispetto dei propri diritti e la pretesa della funzionalità ed operatività degli organi capitolini preposti, all’insegna delle regole contenute nell’ordinamento nazionale e comunale, senza, peraltro, perdere di vista la permanenza del dialogo con le varie etnie, presenti nella nostra città, e favorendo, altresì, a vantaggio di quest’ultime tutte le opportunità di assistenza e recupero sociali, che la democrazia nostrana offre a tutti, extracomunitari e nomadi compresi.

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