Vacatio. Fotografia – Festival Internazionale di Roma

Dal 5 ottobre all’8 dicembre nella sede del MACRO di via Nizza 138. Tema la vacatio, la dimensione esistenziale dell’assenza in fotografia

Una riflessione che allarga la questione semantica non solo al contenuto comunicativo dell’opera fotografica ma anche alle nuove tecnologie, ai confini, sempre più sottili ed inesistenti fra fotografia ed altre arti. I punti di riferimento esistenziali diminuiscono e perdono spessore così pure i classici parametri estetici di espressività smarriscono consistenza: lo sguardo artistico affina la propria sensibilità su temi e visioni legati all’assenza, alla vacatio.

Foto di Tim Davis
Foto di Tim Davis

Attraverso i contributi di circa 200 fotografi, oltre 2000 fotografie e 100 fra mostre, concorsi, workshop e letture di portfolio, Vacatio racconta i vuoti del mondo attivando il bisogno di riflettere su quello che manca, quello che non c’è: partendo da una sovraesposizione e sovra produzione sia tecnologica che mediatica delle immagini, la crisi che viene avvertita è nei contenuti culturali, prima che artistici, dell’atto fotografico. La molteplicità dei codici linguistici a disposizione del contemporaneo anziché aprire nuovi orizzonti spesso disorienta.

Il Festival attiva una serie di conferenze e dibattiti di riflessione critica, oltre al circuito di mostre tra cui Vacatio, che dà il nome alla kermesse stessa, curata da Marco Delogu cui partecipano Aline Diépois & Thomas Gizolme, Elger Esser, Patrick Faigenbaum, Gaston Zvi Ickowicz, Guy Tillim, Jeff Wall. Questa collettiva risulta fortemente compresa nel contesto contemporaneo in cui la liquidità di produzione delle immagini, complice la tecnologia, viene affiancato da uno svuotamento della figura del fotografo e del soggetto fotografato il cui immaginario si colloca al confine con la testimonianza.

Altre mostre in programma sono: A New Map of Italy; Wounded Cities; il progetto Foresta Bianca a cura di Francesco Zanot che pensa un nuovo percorso attraverso la fotografia di famiglia, la foto privata del primo ‘900. Poi ancora From the Background to the Foreground di Sergio Zavattieri; le foto storiche del Ritratto di quartiere. Dallo stabilimento Birra Peroni al MACRO; Commissione Roma 2013, Quinto Quarto di Tim Davis ancora a cura di Marco Delogu e Call for entry 2013.

Foto di Guy Tillim
Foto di Guy Tillim

Una novità di questa edizione è la creazione di un comitato scientifico composto da Éric de Chassey, Tim Davis, Marco Delogu, Bartolomeo Pietromarchi, Guy Tillim, con l’obiettivo di dare delle linee guida al Festival. Un itinerario così composito promette di offrire sguardi “altri”, di scuotere immaginari consolidati servendosi di spazi espositivi, gallerie e accademie, dal MACRO a Eataly fino alla Fondazione Pastificio Cerere, per far sì che la riflessione sul concetto di sottrazione porti a combattere nuove e vecchie assenze nel mondo dando un ruolo all’atto fotografico che parta ancora una volta dall’esigenza di testimoniare.

Per informazioni: http://www.fotografiafestival.it/

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