Via Margutta di nuovo ai pittori

Dal 4 all'8 dicembre 2008 i "Cento pittori" in mostra

Dopo tanto pellegrinare tra piazza del Popolo e piazza delle Magnolie i "Cento pittori" sono finalmente tornati a via Margutta, la storica via deputata all’arte: dal 4 all’ 8 dicembre 2008, dalle 10 alle 21, tutti potranno passeggiare liberamente tra le gallerie e le esposizioni all’aperto che con coraggio sfidano il maltempo dicembrino.

Ecco le caratteristiche dell’edizione 2008: oltre 3.000 opere tra cui dipinti a olio, disegni, acquerelli, lavori di grafica e sculture, rese ancora più suggestive dalle luci, dai suoni e dagli addobbi del Natale.

Punto fondamentale della mostra è la solidarietà: dopo aver aiutato gli artisti indigenti e l’integrazione razziale, questa volta il progetto “Una mano per l’altro: Missioni nel Mondo” prevede la donazione di circa 100 quadri. In collaborazione con la scuola Ugo Bartolomei di Roma e con i Missionari della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli di Piazza del Popolo saranno raccolti fondi da destinare al sostegno delle opere dei Missionari nel Mondo, alla realizzazione di “scuole di villaggio” in paesi dell’Africa centrale, dell’Asia e del Sud America, ma anche per concorrere al restauro di due quadri raffiguranti la Madonna dei Miracoli nella nota chiesa della Capitale.

"Dopo più di 50 anni ci auguriamo di avere maggiori attenzioni dal Comune – ha dichiarato Alberto Vespaziani, presidente dell’Associazione Cento Pittori via Margutta – chiediamo che la manifestazione venga istituzionalizzata, come in passato fece l’assessore Gatti."

"Ricordo quando Federico Fellini con la Masina s’intratteneva con i pittori – racconta Vespaziani – quando nel 1969 c’erano 600 artisti e tutti i vicoli e tutti i cortili erano gremiti di artisti, di critici e di pubblico… All’edizione 2007 ho visto Rita Dalla Chiesa, affezionata visitatrice, Ottaviano Del Turco, Fausto Bertinotti… Peccato l’ostracismo dei commercianti della via, ma grazie a Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura del Comune, si è risolto qualunque intralcio nelle concessioni di suolo pubblico".

"Oggi i visitatori non sono più suggestionati dai critici – sottolinea Vespaziani – e scelgono il quadro che a loro più piace."
"Certo – gli fa eco l’amico architetto – l’economia ha snaturato la vocazione di via Margutta che era la via degli studi, delle botteghe e dei bordelli."

E forse a tutti piacerebbe vederla un po’ più come era prima: senza automobili, più viva e piena di quell’anima colorita e verace che la Roma di oggi ha un po’ smarrito.

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