“Viaggio al centro del Teatro” Visita drammatizzata di un gioiello della Capitale

Il Valle, protagonista e custode di 300 anni di storia romana, si apre al pubblico
Redazione - 20 novembre 2018

Autore Roberto Scarpetti con gli attori da Antonietta Bello, Alice Palazzi e Diego Valentino Venditti. Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Il Teatro Valle, autentico gioiello della Capitale, protagonista e custode di 300 anni di storia romana,  si apre al pubblico con Viaggio al centro del teatro, un ciclo di dieci visite-spettacolo negli spazi del teatro. Un viaggio alla riscoperta della storia, delle bellezze e dei segreti smarriti fra le file della platea, nel buio dei palchetti, sul palcoscenico che ospitò il debutto di Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.

 Il Teatro Valle si svela al pubblico con “Viaggio al centro del Teatro”, un progetto a firma Teatro di Roma che propone 10 visite-spettacolo, dal 24 novembre all’8 dicembre, alla scoperta di uno dei teatri storici della Capitale, custode di secolari cronache teatrali quanto di sofisticate ricchezze architettoniche, come la pavimentazione in marmi policromi negli ingressi e negli atri del pianoterra, ancora oggi visibile. Ad accompagnare i visitatori nell’esplorazione degli spazi e dei racconti del teatro saranno tre attori, Antonietta Bello, Alice Palazzi e Diego Valentino Venditti, attraverso visite guidate animate, veri e propri piccoli spettacoli teatrali su testi dell’autore e drammaturgo Roberto Scarpetti.

Il Valle, il più antico teatro di Roma, trecento anni di storia che hanno visto succedersi sul suo palcoscenico i più grandi artisti italiani, da Goldoni, a Donizetti, da Rossini a Pirandello, e poi ancora Eleonora Duse, Gabriele d’Annunzio, Totò, Anna Magnani, Eduardo de Filippo, Vittorio Gassman, Franca Rame e Dario Fo. Ma come sono cambiati gli usi i costumi dei romani a teatro dal giorno dell’inaugurazione fino a oggi? “Viaggio al centro del Teatro”, è un’esperienza unica per riscoprire, lungo trecento anni, le abitudini degli spettatori a teatro, ma anche i segreti di chi il teatro lo fa, attori, registi e tecnici.

è lunga e ricca la storia di questo teatro romano che fu inaugurato il 7 gennaio 1727 con la tragedia Matilde di Fernabio Gioacchino Annutini, una commedia in tre atti con al centro un personaggio che due secoli più tardi ispirerà Pirandello, la Contessa Matilde di Toscana. Nei primi anni dell’Ottocento debuttò La Cenerentola di Rossini e l’opera Il corsaro di Filippo Celli su libretto di Jacopo Ferretti: ad una delle sue rappresentazioni assistette Giacomo Leopardi, molto critico nel suo epistolario notando che «il teatro è per lo più deserto, e ci fa un freddo che ammazza»; ma la ribalta di questo aristocratico teatro aveva già accolto la riduzione romanesca di Meo Patacca ad opera di Filippo Tacconi. Dopo la ristrutturazione del Valadier (1818), un grande successo fu tributato a L’ajo nell’imbarazzo di Gaetano Donizetti, tuttavia il riscatto e l’identificazione del Valle ebbero luogo, dalla metà del secolo scorso, con la prosa e l’avvento della figura del grande attore, una su tutti: Adelaide Ristori, moglie di Giuliano Capranica. Il teatro rimase attivo anche durante il periodo della Repubblica Romana nel 1849 quando molti artisti, tra i quali Tommaso Salvini e Gustavo Modena facenti parte della Guardia Nazionale interrompevano le proprie rappresentazioni al suono di tre colpi di cannone. Dal 1865 la storica sala ospitò le compagnie più famose e i grandi attori dell’epoca, dallo stesso Salvini a Sarah Bernhardt, da Ermete Zacconi fino ad Ermete Novelli che, nel 1900, vi tentò uno dei primi esperimenti di Teatro Stabile. Ed è qui al Valle che Pirandello venne folgorato a fine Ottocento da Salvini ne La morte civile. Ci sono già i presagi dei Sei personaggi in cerca di autore che non a caso verrà battezzato nello stesso luogo il 9 maggio 1921 con esito tempestoso e contestato dagli spettatori al grido di «Manicomio! Manicomio!».

Dagli anni Cinquanta il Teatro Valle è palcoscenico di vari esperimenti di teatro d’arte: le sue assi furono calcate da Vittorio Gassman in Peer Gynt; in Tre quarti di luna si ebbe l’esordio di Luca Ronconi come attore; la prima formazione della Compagnia dei Giovani realizzò Lorenzazzio; sempre qui ci fu la prima e avventurosa accoglienza dei fascisti alla Romagnola di Luigi Squarzina, pièce sulla guerra e la lotta partigiana, «con lancio dal loggione di topi con paracadute tricolore» (racconta in una intervista lo stesso Squarzina); senza dimenticare il Giardino dei ciliegi di Visconti. Nel 1969 l’ETI (Ente Teatrale Italiano) acquistò il Valle, quando già ne aveva la gestione e ne curava la programmazione dal 1955; proprio all’ETI, in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, si deve una minuziosa opera di restauro effettuata nel rispetto dei canoni architettonici che lo ha riportato allo splendore originario. Nel 1962 la Giunta di centro-sinistra diede vita all’istituzione teatrale pubblica della città e, nel luglio di due anni dopo, venne chiamato a dirigerla Vito Pandolfi, regista, critico, studioso di teatro, che articolò un cartellone di rilievo: il già citato Giardino dei Ciliegi diretto da Visconti; Vestire gli ignudi, regia di Patroni Griffi; un Osborne diretto da Alberto Arbasino, Fedra con la regia di un Luca Ronconi poco più che trentenne, fino a La professione della signora Warren di Shaw. Poi, quell’anno, riaprì l’Argentina, lo Stabile trovava la sua nuova “casa” e il Valle proseguiva la sua storia singolare. Il 6 ottobre del 1998 venne inaugurato il nuovo foyer, ristrutturato e ampliato in funzione dell’impegno dell’ETI a trasformare i teatri di sua diretta gestione in centri di promozione culturale – non più luoghi di spettacolo, ma luoghi di incontro e dibattito, aperti anche ad altre forme d’arte. Con la definitiva dismissione dell’Ente Teatrale Italiano, il Teatro Valle sospese l’attività il 19 maggio 2011. Il 14 giugno il teatro viene occupato dando vita ad un’esperienza di autogestione della durata di tre anni e conclusasi l’11 agosto 2014 con la consegna libera del teatro alle autorità comunali. Dopo quattro anni di chiusura al pubblico, il Valle riapre temporaneamente alla città con il programma di attività Interludio Valle, curato dal Teatro di Roma e promosso dall’Amministrazione Capitolina. Un “palinsesto” di attività, diversificate per linguaggi e discipline, che non prevede lo svolgimento di spettacoli teatrali, ma naviga attraverso differenti espressioni artistiche ed esperienze innovative dedicate alla storia della sala settecentesca – da installazioni a visite guidate, da mostre a creazioni site-specific – che consentiranno di svolgere attività nel rispetto dei limiti imposti dalle attuali condizioni e caratteristiche storiche dello stabile.

 

Su prenotazione: 06.684.000.346 oppure visiteguidate@teatrodiroma.net

 

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino


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