Viale Togliatti, un corridoio double face

Completato l’ultimo km al centro dello square nel X Municipio. Funziona e rimarca l’assurdità del resto dell’opera. Il Comune impegnato a modificarlo
di Aldo Pirone - 2 Dicembre 2007

Per un chilometro sembra un altro. Fila liscio al centro dello square da Piazza Cinecittà fino all’incrocio con via Filomusi Guelfi. Niente invasioni di corsia di motorini e automobili, niente ingorghi, a parte quelli soliti, nella carreggiata stradale, pensiline sicure. Forse c’è bisogno di regolare meglio i semafori in qualche incrocio come a via Quinto Publicio e via Chiovenda, ma per il resto funziona bene.

A via Filomusi Guelfi finisce il X Municipio e comincia il VII. E qui il corridoio assume il volto tafazziano della bolgia infernale della corsia preferenziale fatta ritagliando la carreggiata della strada. Parliamo del corridoio di mobilità di viale Togliatti. E’ quasi un mese che l’ultimo tratto è stato completato. Mancano i parcheggi adiacenti alla trincea di scorrimento, ma li stanno facendo anche se con il solito ritardo. Se qualcuno aveva qualche dubbio sulla demenzialità della realizzazione negli altri sei km di percorso fino a Ponte Mammolo ora ha la prova provata di quanto avessero ragione i cittadini e i comitati di quartiere che fin dall’inizio hanno contestato il modo assurdo di realizzare un’opera da tutti voluta.

Sul resto del percorso ogni giorno nelle ore di punta per la gente che lo percorre è lo stesso calvario di insicurezza, inquinamento, ingorghi automobilistici che fanno perdere i vantaggi del primo km realizzato nel X Municipio. Beninteso con le modifiche, rispetto al progetto originario, volute dai cittadini e dal Municipio medesimo che hanno imposto di fare il corridoio al centro dello square, altrimenti anche qui sarebbe stato un iradiddio.

La protesta dei cittadini si è fatta sentire e non è affatto sbollita. Tanto è vero che il Consiglio comunale il 30 maggio scorso ha approvato una risoluzione che ‘’impegna il Sindaco a considerare il progetto sin qui realizzato quale sperimentale, da sottoporre a verifica e ad avviare immediatamente un monitoraggio sulla funzionalità dell’opera – affidato ad un soggetto terzo e vigilato dal C.C., dai Municipi interessati e dai Comitati esistenti lungo l’asse – che avrà termine entro e non oltre 90 giorni dal completamento dell’opera. Qualora tale monitoraggio dovesse avere un esito negativo saranno valutate ipotesi progettuali alternative, economicamente sostenibili, comunque, coerenti con la previsione della Del. C.C. 37/ 06 utilizzando la migliore tecnologia ecocompatibile disponibile sul mercato e attraverso un processo di partecipazione popolare prima della realizzazione dell’opera ai sensi della Del. CC 57/2006 conseguentemente a;

prevedere nella domanda di risorse economiche dell’anno 2008 e degli anni successivi, ai sensi della Legge per Roma capitale, le risorse necessarie per la realizzazione e la progettazione di tale indispensabile opera;
porre a bando internazionale la progettazione della suddetta infrastruttura di trasporto unitamente ad un attento studio per la riforma della mobilità del quadrante interessato considerata la compresenza di numerosi interventi edilizi nella zona;

Comunque, nell’immediato a:
verificare eventuali criticità relative alla sicurezza stradale;
installare immediatamente delle telecamere lungo tutto il tragitto della Palmiro Togliatti al fine di contrastare il fenomeno della sosta selvaggia;
installare immediatamente delle centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico.
alla luce di quanto disposto dal NPRG avviare uno studio di razionalizzazione e di implementazione della rete di trasporto pubblico nel quadrante EST della città, legato alla realizzazione del corridoio ed ai nuovi insediamenti previsti.’’

L’opera è ormai completata e tutti possono vederne gli effetti. Sia nella parte buona che in quella sbagliata. E anche il rimedio che si deve prendere: spostare al centro dello square la corsia preferenziale per farla diventare un vero corridoi di mobilità. Ora spetta al Consiglio comunale dare corso agli impegni assunti. ‘’Pacta sunt servanda’’, i patti vanno rispettati, dicevano i nostri antichi progenitori. Ma quella era la Roma dei Cesari questa è quella dei Cesaroni.


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