Villa Pamphili, corpi nascosti, biglietti comprati, e una fuga lampo: chi è davvero Rexal Ford?

L’uomo è sospettato di aver avuto un ruolo decisivo nella tragica morte di una donna e una bambina, madre e figlia, i cui corpi sono stati trovati il 7 giugno nel parco Romano

Mercoledì ha preso un volo da Fiumicino. Direzione: Skiathos, Grecia. Nessun bagaglio in stiva, un cellulare acceso in tasca e troppi segreti nel cuore. Due giorni dopo è finita la sua corsa. Rexal Ford, 46 anni, cittadino americano, è stato arrestato con un mandato europeo per omicidio e soppressione di cadavere.

L’uomo è sospettato di aver avuto un ruolo decisivo nella tragica morte di una donna e una bambina – madre e figlia – i cui corpi sono stati trovati il 7 giugno a Villa Pamphili, uno dei parchi più belli e frequentati di Roma. Una bellezza che, per un giorno, si è trasformata in scena del crimine.

Due corpi. Nessun nome. Nessuna identità.

Loro, le vittime, sono ancora senza volto. Niente documenti, niente vestiti. Solo un test del DNA ha confermato il legame di sangue. Lei, madre; la piccola, una bimba tra i sei e gli otto mesi. L’uomo che ora si trova in una cella greca potrebbe essere il padre, ma lo stabilirà il test genetico.

Nessuno sa ancora con certezza dove vivevano, da dove venivano, se erano davvero una famiglia. Ma non erano senza fissa dimora: niente tende, niente senzatetto. Lei aveva le unghie curate, lui un cellulare funzionante e un biglietto aereo da 200 euro.

Una fuga fredda e lucida

Lo hanno visto per l’ultima volta con la bambina in braccio, la sera prima del macabro ritrovamento. Un dettaglio che inquieta: forse la piccola era già morta. E lui? Niente soccorsi. Nessuna chiamata. Solo una fuga calcolata. Il volo da Fiumicino, la notte a Skiathos, l’arresto. Un telefono, intanto, tracciava ogni suo passo.

Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, ha raccontato tutto in una conferenza stampa che ha il sapore del thriller. “Siamo partiti da due corpi e zero informazioni. Ora abbiamo un nome, un sospettato, e una rete di movimenti ricostruita in pochi giorni, grazie al lavoro congiunto di autorità italiane, greche e americane”.

Una mappa senza tracce

Ford è arrivato in Italia ad aprile. Nessun albergo. Nessuna registrazione. È passato sotto i radar.

Ma una lite a Campo de’ Fiori e una vecchia segnalazione hanno permesso agli agenti della squadra mobile di agganciare il suo profilo. Poi il collegamento con il caso Pamphili. Il resto è cronaca giudiziaria.

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