

Sul suo cellulare viene trovata una mail inviata l’8 giugno, con la sceneggiatura allegata. Le indagini coordinate della procura continuano
Nel cuore verde della Capitale, tra i viali alberati di Villa Pamphili, è andata in scena una tragedia che supera ogni sceneggiatura. Una bambina morta, il corpo della madre occultato, e un uomo — Rexal Ford — che viveva in città sotto falso nome, tra sogni di cinema e una scia di bugie.
Roma, inizio giugno. L’uomo, 46 anni, americano, si aggira con una bambina in braccio. Dice agli agenti che la madre è tornata dal suo ex. Sembra tranquillo, collaborativo. Ma quello che non dice è che la donna è già morta. E che anche la bambina, pochi giorni dopo, farà la stessa fine.
Il suo nome, Rexal Ford, risulta autentico sul passaporto. Ma negli archivi americani, lui è un altro. Una doppia identità costruita con cura, forse per cancellare un passato fatto di denunce e relazioni ambigue. A Roma si presenta come sceneggiatore. Porta in giro un copione, tenta di venderlo a una casa di produzione. Racconta di un film da girare a Firenze. È convinto che la sua occasione stia per arrivare.
Poi, il 5 giugno, qualcosa cambia. Prova a entrare in un albergo senza prenotazione. Fallisce. Il giorno dopo, i corpi vengono scoperti a Villa Pamphili. Lui sparisce. E riappare una settimana dopo, su un’isola greca. Senza bagagli, ma con un biglietto aereo acquistato con la sua carta di credito.

Ad arrestarlo, sono gli agenti greci e italiani, che lo trovano a Skiathos. La sua fuga è finita, ma i misteri no. Sul suo cellulare viene trovata una mail inviata l’8 giugno, con la sceneggiatura allegata. Un dettaglio che mette i brividi: è il giorno dopo il ritrovamento dei cadaveri. Il giorno dopo la fine.
Chi era davvero la donna? Diceva di chiamarsi Stella, ma il nome è falso. Così come la sua nazionalità americana. Si pensa che i due si siano sposati a Malta, ma anche quello potrebbe essere un altro pezzo del puzzle. La bambina potrebbe essere nata lì, nel silenzio di un Paese che per ora tace.
Il DNA dell’uomo è stato già inviato ai laboratori. Si cercherà di capire se è davvero lui il padre della piccola. Intanto, il passato lo raggiunge: negli Stati Uniti, segnalazioni e denunce. Ma nessun mandato di cattura. Nessuna pena in sospeso. Era un uomo libero. Libero di aggirarsi per Roma. Libero di mentire.
Nelle prossime settimane si deciderà il destino giudiziario di Rexal Ford. Sarà estradato in Italia? Oppure lo vorranno anche gli Stati Uniti? Intanto, gli investigatori scavano tra email, cellulari e conti bancari, alla ricerca della verità.
Una verità che, tra le ombre di Villa Pamphili, sembra ancora lontana.
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