

Le strade interessate sarebbero state via di Grotte Celoni, via Ernesto Breda, via Ercole Marelli e altre arterie limitrofe fino a piazza Ersamo Piaggio
Sembrava tutto pronto per la prima Zona 30 del VI Municipio, a Villaggio Breda. Dopo due anni di attesa, commissioni, pareri tecnici e l’approvazione della giunta municipale, la proposta si è però arenata in aula: il consiglio municipale ha bocciato la delibera con l’astensione della maggioranza di centrodestra.
La proposta, avanzata dal consigliere Flavio Mancini (Pd), risaliva al 2023 e prevedeva l’istituzione di un’area a velocità ridotta in una zona densamente abitata e sensibile, con scuole, parrocchie, impianti sportivi e piazze. Le strade interessate sarebbero state via di Grotte Celoni, via Ernesto Breda, via Ercole Marelli e altre arterie limitrofe fino a piazza Ersamo Piaggio.
Gli uffici municipali e la polizia locale, chiamati ad analizzare il progetto, avevano sottolineato la necessità di installare dissuasori di velocità, attraversamenti pedonali rialzati e nuova segnaletica.
Interventi definiti “contenuti” dallo stesso Mancini, che aveva sottolineato come la spesa non sarebbe stata eccessiva. La commissione Mobilità e la giunta municipale avevano dato il via libera il 7 agosto scorso, aprendo la strada a quello che sembrava un passaggio formale in consiglio.

Così non è stato. Al momento del voto, la maggioranza di centrodestra si è astenuta, motivando la scelta con le “prescrizioni” indicate dagli uffici tecnici e dalla polizia locale.
Un’astensione che, di fatto, ha affossato il provvedimento. Anche il consigliere Mastrangeli, per la minoranza, si è astenuto, mentre a favore hanno votato Pd e M5S.
Per Mancini la vera ragione della bocciatura va ricercata altrove: «Villaggio Breda si presta perfettamente avendo già molti parametri idonei e la presenza di edifici sensibili lo certifica. In consiglio continuiamo a fare minuti di silenzio per le vittime della strada e poi, davanti a provvedimenti importanti di nostra competenza, ci si gira dall’altra parte per vantaggio politico».
Amarezza nelle parole del consigliere, che ringrazia le colleghe Arnetoli e Filipponi per il sostegno: «Tanta delusione ma nessuna rassegnazione, continuerò a lavorare nella stessa direzione. Anche una sola vita salvata vuol dire aver fatto il nostro dovere».
Il caso di Villaggio Breda si inserisce in un contesto più ampio: la battaglia politica che il centrodestra romano sta conducendo contro le Zone 30, spesso contestate da una parte della cittadinanza.
Nel frattempo, la sicurezza stradale nel VI Municipio resta ancora una promessa sulla carta.
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