‘Vivere lo stadio: una passione a rischio?’

La Sapienza ospita il convegno promosso dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Tra i tanti ospiti anche gli allenatori di Roma e Lazio
Mariagaia Metrangolo - 17 Aprile 2015

Nella mattinata di ieri 16 aprile, l’aula magna del Palazzo del Rettorato dell’Università La Sapienza ha ospitato il convegno “Vivere lo stadio: una passione a rischio?” relativo alla prevenzione della violenza negli stadi. L’evento è stato promosso dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’interno in collaborazione con l’Università La Sapienza.

Ad aprire l’incontro, dopo un’ introduzione al tema da parte del moderatore, il giornalista sportivo, Enrico Varriale, è stato il Rettore dell’Università, Eugenio Gaudio.
Il Rettore ha subito voluto sottolineare la significatività della sede scelta per tale tipo di evento: l’Università, luogo di crescita, di formazione e di informazione, punto di riferimento e di partenza per i giovani di oggi che saranno gli uomini e le donne di domani. È proprio da questo luogo in cui i giovani fortificano la propria crescita culturale e personale che bisogna partire per contrastare la sempre più diffusa culto della violenza.

il Magnifico rettore dell'Università la Sapienza Eugenio Gaudio

il Magnifico rettore dell’Università la Sapienza Eugenio Gaudio

La parola passa poi al Capo della Polizia, Alessandro Pansa che inizia la sua riflessione partendo dal rapporto tra il cittadino comune e il membro della forza dell’ordine. “Un poliziotto è un amico in più”, recitava uno slogan, e così dovrebbe essere, afferma Pansa. Sempre più spesso ormai, che sia in occasione di manifestazioni sportive o meno, il poliziotto perde, agli occhi del tifoso facinoroso o del manifestante, la sua autorità e viene spogliato del suo ruolo. Ruolo del poliziotto è quello di difendere chi vuole svolgere un’attività, che sia una manifestazione di stampo politico o una partita di calcio, in tutta tranquillità.

Ogni domenica però ci si ritrova a prepararsi ad affrontare la giornata come si dovesse preparare una battaglia, proprio a causa della presenza di una parte della tifoseria che ha perso di vista il anche il proprio ruolo di sostenitore della squadra di calcio per dedicarsi alla guerriglia e alla rivendicazione di ideali senza fondamenta.
Il Prefetto chiude il proprio intervento invitando i giovani, i frequentatori degli stadi e della manifestazioni a fare una scelta, una scelta di legalità che potrebbe rivelarsi fondamentale nella lotta alla violenza.

Claudio Lotito ed Enrico Varriale

Claudio Lotito ed Enrico Varriale

Numerosi sono stati i successivi interventi, da quello dei professori della Sapienza Salvatore Di Somma e Anna Maria Giannini, agli interventi degli studenti e degli uomini delle unità mobili, rappresentanti rispettivamente del mondo dei giovani e di quello della Polizia di Stato, che hanno toccato il tema dell’incidenza dell’alcol e delle droghe sui comportamenti spregiudicati e immotivati dei facinorosi protagonisti delle guerriglie degli ultimi anni e hanno avuto modo di raccontare la propria esperienza di vita personale.

All’evento sono intervenuti anche il direttore centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato Roberto Sgalla e il capo della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza e presidente della task force per la sicurezza delle manifestazioni sportive Vincenzo Panico.

Dar Ciriola
 Marisa Grasso

Marisa Grasso

Anche Claudio Lotito, in veste di rappresentate della FGIC, accolto dal dissenso di parte dei giovani romanista in sala, ricordando la più famosa carica di Presidente della Lazio, ha fatto sentire la propria voce a riguardo, sottolineando che troppo spesso si confondono i delinquenti con i tifosi e che la FIGC lavora da anni e ancora si mantiene attiva nella lotta ai primi e nella strenua difesa dei secondi, che devono recarsi allo stadio con la loro sana passione in quanto fondamentali per la squadra in campo.

Stefano Pioli e Rudi Garcia

Stefano Pioli e Rudi Garcia

Breve ma sentito ed efficace l’intervento della signora Marisa Grasso, vedova dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti. Dopo aver brevemente contestualizzato la propria situazione, dalla paura dell’unione matrimoniale con un uomo che rischiava la propria vita per lavoro fino alla tragica sera di febbraio del 2007 in cui suo marito perse la vita, ha rivolto il suo appello ai giovani perché ferite profonde come la sua si possano evitare.

L’ultima parte della conferenza, quella più attesa dagli studenti in sala, è stata dedicata agli interventi degli allenatori della due squadre capitoline, Rudi Garcia e Stefano Pioli. Gli allenatori si sono uniti al sentimento generale di tristezza nei confronti della perdita dello spirito sportivo e calcistico ricordando stadi pieni di tifo puro e di passione. Gli allenatori fanno sapere di predicare quotidianamente il rispetto in allenamento, perché diventi parte integrante della squadra, giocatore per giocatore, e modello per ogni sostenitore.

Foto di Federico Ridolfi


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