Voragini, via Anagni, non passa la Somma urgenza

Nella seduta di Consiglio del V municipio del 3 dicembre
di Alessandro Moriconi - 14 Dicembre 2015

Nella seduta di Consiglio del 3 dicembre 2015, peraltro in seconda convocazione a causa della mancanza del numero legale nella seduta del 1° dicembre, si sarebbe dovuto discutere ed approvare una proposta di deliberazione con cui chiedere al Consiglio Comunale (ma non è Commissariato?) il parere favorevole ad un debito contratto fuori Bilancio dalla Giunta Palmieri e riguardante il lavoro di consolidamento del sottosuolo in via Anagni.

Nulla di strano in quanto la possibilità di affidare i lavori con il ricorso di Somma Urgenza sono contemplati dal DPR n.554/1999 di cui riportiamo uno stralcio.

Art. 176 Provvedimenti in casi di somma urgenza (art. 147, D.P.R. n. 554/1999)
1. In circostanze di somma urgenza che non consentono alcun indugio, il soggetto fra il responsabile del procedimento e il tecnico che si reca prima sul luogo, può disporre, contemporaneamente alla redazione del verbale di cui all’articolo 175 la immediata esecuzione dei lavori entro il limite di 200.000 euro o comunque di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica incolumità.
2. L’esecuzione dei lavori di somma urgenza può essere affidata in forma diretta ad uno o più operatori economici individuati dal responsabile del procedimento o dal tecnico.
3. Il prezzo delle prestazioni ordinate è definito consensualmente con l’affidatario; in difetto di preventivo accordo si procede con il metodo previsto all’articolo 163, comma 5.
4. Il responsabile del procedimento o il tecnico compila entro dieci giorni dall’ordine di esecuzione dei lavori una perizia giustificativa degli stessi e la trasmette, unitamente al verbale di somma urgenza, alla stazione appaltante che provvede alla copertura della spesa e alla approvazione dei lavori.
5. Qualora un’opera o un lavoro intrapreso per motivi di somma urgenza non riporti l’approvazione del competente organo della stazione appaltante, si procede alla liquidazione delle spese relative alla parte dell’opera o dei lavori realizzati.

Sul provvedimento però c’erano delle perplessità tanto da indurre prontamente il presidente della Commissione Bilancio  Marco Carella (Lista Civica Marino) a chiederne il rinvio al fine di ridiscuterla in commissione.

La somma spesa per il consolidamento del sottosuolo di via Anagni ammonta a ben 752.126,06 e al di là della regolarità amministrativa quello che noi osserviamo e non può essere altrimenti, è il differente comportamento della Giunta Palmieri nei confronti di alcuni lavori pubblici ed in particolare delle voragini a cui è soggetto tutto il sottosuolo del Municipio che, ampiamente documentato dai fatti, è stato trattato in maniera difforme da situazione a situazione.

Via Columella, via L. Bufalini, via A, Dulceri, via R. Balzani, via dei Gordiani, via dei Meli, via Fontechiari, Via Tor de Schiavi, sono solo alcune delle strade interessate da voragini alcune delle quali hanno richiesto la chiusura al traffico veicolare, a volte per anni, circostanza questa che ha creato danni economici importanti alle attività commerciali e per il quale sono in corso anche dei procedimenti legali tesi ad ottenere il risarcimento dei danni.

Ricordiamo ancora i numerosi incontri che nel 2012 il presidente Palmieri e l’assessore Veglianti (allora Municipio Roma VI ) ebbero con i commercianti di via Augusto Dulceri a cui rifiutarono la possibilità di affidare i Lavori di consolidamento del sottosuolo attraverso il ricorso a Somma Urgenza con la motivazione che quel Municipio, a differenza di altri, operava nel massimo della trasparenza attraverso lo strumento della Gara d’Appalto Pubblica. Ci fu un impegno particolare della consigliera Comunale Gemma Azuni, ma nonostante questo per la riapertura della strada passarono ben 387 giorni. Una prassi a quanto pare rivista, almeno ad oggi, solo per per via Anagni ma non per le altre situazioni segnalate …incomprensibile è dire poco!

Per quanto riguarda la “buca transennata” di via Tor de’ Schiavi (a cui si riferiscono le foto qui sopra) rientra nelle competenze del Dipartimento e resiste da oltre due mesi con ovvi danni economici all’Atac in quanto tutti i bus delle linee 542-544-548 sono costretti a girare per via V. Cesati, prendere via G. Bresadola e riprendere via Tor de Schiavi dopo aver percorso un tratto di via F. Delpino e con altrettanto danni ambientali derivanti da un aumento su quelle strade degli agenti inquinanti.

La deviazione dei bus su via Tor de Schiavi dovrebbe riguardare anche tutti i mezzi pesanti ma ovviamente senza nessun controllo a rispettare la segnaletica in tal senso è solo l’Atac. Roba da pazzi qualcuno potrebbe commentare.

Serenella

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  1. buon giorno
    titolo errato . la buca è in via tor de schiavi

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