Votato il recupero di una parte dei fondi destinati al Parco Centocelle

Dalla Commissione Roma capitale. Si tratta dei 2 milioni e 800 mila euro distolti nel dicembre scorso dalla Giunta e dal Consiglio comunale

E’ un primo risultato della mobilitazione messa in atto nella primavera scorsa dalla Rete dei comitati e delle associazioni dei Municipi VI, VII, VIII e X.

Lo storno dei fondi, contenuto fra tante altre cose in una delibera di rimodulazione dei fondi per Roma capitale, era stato malamente votato all’unanimità dal Consiglio comunale. Lunedì 11 ottobre 2010 la Commissione comunale per Roma capitale ha parzialmente riparato all’errore votando il recupero anche qui all’unanimità. Ora perché la cosa diventi operativa occorre il voto del Consiglio comunale che si spera sia rapido ed unanime anch’esso.

Purtroppo, come si evince dal comunicato stampa di ieri 14 ottobre della consigliera Gemma Azuni, c’è stato un rinvio della discussione che doveva tenersi ieri in Consiglio comunale a lunedì 18 ottobre “richiesto dal Capogruppo del PDL Luca Gramazio, senza precise motivazioni”. Segno, dice l’Azuni, che “Continua il mal di pancia all’interno della maggioranza, bloccando un importante delibera frutto di un lavoro condiviso tra le varie forze politiche”.

Tuttavia il recupero di questi fondi, dedicati alla “Progettazione e realizzazione degli interventi previsti nei comprensori direzionali di Pietralata, Tiburtino e Centocelle-Quadraro, in attuazione degli strumenti esecutivi approvati – Parco Centocelle. Ponte pedonale accesso al Parco”, è solo una parte del maltolto. Rimangono per ora irrecuperati il 1.300.000 euro per il restauro delle ville romane. Inoltre giace presso l’assessorato alle Periferie il milione e mezzo di euro per la realizzazione di altri 18 ettari di Parco sul versante di via dell’Aeroporto di Centocelle. E parliamo solo di una parte, assai piccola, di ciò che servirebbe per il completamento del Parco.

Nel frattempo in questi mesi il degrado dell’area non si è arrestato. La pulizia e la bonifica della parte liberata dal campo rom di Casilino ‘900 è rimasta al palo. Così come sono tornati alla spicciolata piccoli e fatiscenti baraccamenti sul versante di via Papiria dove la “monnezza” esistente è stata solo sotterrata.

Il Comitato di Torrespaccata ha denunciato con fermezza il ritardo inaccettabile della delocalizzazione degli autodemolitori dai cui depositi continuano a riversarsi flussi ininterrotti di inquinamenti vari dichiarando che “I cittadini non possono continuare ad essere avvelenati subendo, malgrado le continue segnalazioni, questo scempio che va dall’occupazione abusiva di lunghi tratti delle corsie , dei marciapiedi e dello square centrale della Togliatti dove, addirittura si smontano e/o assemblano veicoli (vedi area in prossimità dell’incrocio con viale dei Romanisti)”.

Da parte sua il “Comitato per il Parco archeologico” di Centocelle denuncia con altrettanta fermezza l’allargarsi di strutture abusive già esistenti grazie a compiacenti favori concessi dall’assessorato all’Ambiente.

La questione è sempre la stessa: o si va avanti decisamente nel completamento del Parco oppure inevitabilmente il degrado già presente, anche nella parte già attrezzata e che è stata riaperta, riprenderà inevitabilmente ad espandersi.

I comitati e le associazioni che, insieme alla Camera del lavoro Cgil di Roma sud, hanno portato avanti la battaglia per il completamento del Parco archeologico di Centocelle non hanno intenzione di mollare la presa e non si accontenteranno delle solite promesse.

Il decollo del Parco è questione di importanza strategica per i quartieri circostanti e per l’intera periferia sud-est di Roma. Il Sindaco Alemanno, che ultimamente ha parlato della necessità di una “ricostruzione dell’identità delle periferie romane”, ha qui un’occasione “identitaria” di prima grandezza per dare rapido corso a quella sua propensione e a quel suo impegno. Ma con i fatti, non con annunci e proclami buoni solo per i titoli dei giornali.

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