Whispers di Paul Harbutt

Fino al 26 giugno 2009 presso la sala Santa Rita del Comune, composizioni fotografiche di oggetti provenienti dagli Studios di Cinecittà
di Alessandra De Salvo - 21 Maggio 2009

Torna a Roma il poliedrico artista britannico Paul Harbutt. Dal 19 maggio al 26 giugno 2009 sarà possibile ammirare le sue opere presso la sala Santa Rita del Comune di Roma. Pittore e scultore, l’artista ha deciso stavolta di cimentarsi con l’arte fotografica indagando il modo in cui gli oggetti possono cambiare valore, significato ed identità nel corso del tempo.

Nella suggestiva cornice dell’antica chiesa barocca di Santa Rita da Cascia è possibile ammirare i 41 scatti che compongono la serie Whispers (Sussurri). Si tratta di composizioni fotografiche incantate che raccontano le storie di oggetti tutti provenienti dagli Studios di Cinecittà che hanno però perso la loro iniziale connotazione e si presentano ai nostri occhi in una veste nuova, polverosa, antica, avvolti da un’atmosfera nostalgica e crepuscolare. Quasi tracce di un passato che si fa fatica a ricordare ma che suscita grandi emozioni, ricordi che fanno riaffiorare sensazioni antiche, che risvegliano i nostri sensi e che riportano alla mente le crepuscolari atmosfere dei racconti di Guido Gozzano e delle “buone cose di pessimo gusto” celate nella soffitta di Nonna Speranza.

Abbiamo intervistato Paul Harbutt, che ha spiegato così la genesi della sua opera: "Non è stata una scelta cosciente. Quando sono venuto a Roma con i miei studenti della Cornell University di New York, ho cercato un modo per mostrare loro che Roma è una città vitale e che ha un’attività contemporanea molto viva. Negli Stati Uniti e in altri paesi Roma viene vista come una città museo ed io non volevo che loro vedessero solo l’antichità ed i reperti archeologici. Per questo Cinecittà mi è sembrato un luogo ideale. Qui ho avuto la fortuna di conoscere Adriano De Angelis e di visitare i magazzini abbandonati dell’ultimo artista artigiano di Cinecittà. In queste sale pericolanti e polverose, ho trovato una miriade di oggetti abbandonati che hanno esercitato su di me un grande fascino. Si tratta di oggetti che, utilizzati in passato per le scenografie dei film, sono stati poi abbandonati e che nel corso del tempo hanno subito una trasformazione naturale.
Attraverso le mie opere/fotografie hanno trovato un’altra possibilità di vita, sono oggetti rinati. Sono oggetti che hanno vissuto a lungo in una dimensione di limbo, avvolti solo dalla polvere e dal silenzio, e che di questa dimensione ancora portano traccia".

Perché il titolo Whispers, sussurri? Cosa ci sussurrano questi oggetti? “Ho dato questo nome alle mie opere perché sono gli oggetti stessi ad avermi chiamato. Nei magazzini di Adriano De Angelis mi è successo quello che accade solitamente in un giardino, quando d’estate si avverte il profumo sottilissimo dei fiori. E’ stato come se gli oggetti mi avessero parlato ed ho sentito fisicamente la necessità di dargli ascolto”.

Sala Santa Rita
Via Montanara (ad. piazza Campitelli).
Orari di Apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Sabato e Domenica la sala è chiusa al pubblico.
Ingresso libero
Per info: 060608 oppure www.salasantarita.culturaroma.it

1) Foto di Federico Ridolfi 2e3) Foto courtesy Paul Harbutt

 

 

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