ZLS Lazio al via: 100 milioni per le imprese in 64 Comuni. Credito d’imposta fino al 35%

Attivo lo Sportello Unico per iter accelerati e aiuti diretti. Il piano punta su logistica e industria nei poli di Roma, Civitavecchia, Frosinone e Latina

Una corsia veloce per le imprese e un taglio netto alla burocrazia. Con l’attivazione della ZLS, la Zona Logistica Semplificata prevista dal Piano di Sviluppo 2024, il Lazio prova a cambiare passo sul fronte degli investimenti, puntando su procedure snelle e incentivi concreti.

La misura, destinata a durare sette anni (con possibilità di rinnovo), nasce con un obiettivo chiaro: rendere il territorio più attrattivo per le imprese e accelerare la trasformazione produttiva della regione.

Meno burocrazia, più velocità

Il primo pilastro è la semplificazione. Le aziende che operano nei territori inclusi nella ZLS potranno contare su uno Sportello Unico dedicato, in grado di accorpare tutte le autorizzazioni necessarie – edilizie, ambientali e urbanistiche – in un’unica procedura. Un passaggio che promette di ridurre drasticamente tempi e ostacoli per avviare nuovi progetti o ampliare quelli esistenti.

Incentivi fino al 35%

Il secondo asse è quello economico. Per il 2026 è previsto un credito d’imposta destinato a sostenere gli investimenti produttivi. Le piccole e medie imprese potranno ottenere contributi fino al 35% delle spese sostenute, mentre per le grandi aziende la quota si fermerà al 25%.

Le risorse, pari a 100 milioni di euro, potranno finanziare interventi concreti: dall’acquisto di macchinari e tecnologie avanzate fino all’acquisizione di immobili e terreni, passando per la realizzazione di nuovi stabilimenti.

Una mappa mirata dello sviluppo

La ZLS non si estende in modo uniforme, ma punta su 64 Comuni strategici. L’obiettivo è rafforzare i grandi hub logistici e industriali – come Civitavecchia, Fiumicino, Pomezia e Cassino – e allo stesso tempo rilanciare le aree più fragili, comprese quelle colpite dal sisma come Amatrice e Accumoli.

Dalla provincia di Roma a quella di Frosinone, passando per Latina, Rieti e Viterbo, la strategia mira a creare una rete produttiva più competitiva e integrata.

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