Zone 30 e segnaletica luminosa davanti alle scuole: ecco come il Municipio V vuole mettere in sicurezza gli ingressi

Il consiglio municipale ha approvato un ordine del giorno in cui si impegna il minisindaco e la giunta ad attivarsi per reperire le risorse necessarie

Davanti alle scuole del Municipio V, ogni mattina, si ripete la stessa scena: bambini con gli zaini più grandi di loro, genitori che si incrociano tra motorini e auto in doppia fila, insegnanti che tentano di farsi largo tra clacson e strettoie. Piccoli tragitti quotidiani che, troppo spesso, diventano percorsi a ostacoli.

Per rendere più sicure le entrate e le uscite dagli istituti, servirebbero interventi semplici ma fondamentali: “Zone 30”, segnaletica luminosa, nuovi attraversamenti pedonali, indicatori di velocità e i cosiddetti “occhi di gatto”, quei riflettori installati sull’asfalto che aumentano la visibilità di notte. Ma c’è un problema: i fondi non bastano.

E così, il Consiglio del Municipio V ha approvato un ordine del giorno che impegna il presidente Mauro Caliste e la sua giunta a reperire nuove risorse e ad aprire un tavolo di confronto con le scuole del territorio.

immagine di repertorio

L’obiettivo è chiaro: stabilire priorità e iniziare dai casi più urgenti, come gli istituti che da anni segnalano situazioni di pericolo.

Tra gli interventi inseriti nel documento – presentato dai consiglieri Poverini, Di Cagno, Procacci, Di Cosmo, Toti (Pd), Riniolo e Cammerino (Roma Futura), Antinozzi (Impegno Civico), Orlandi (Civica Gualtieri) e Mattana (Sinistra Civica Ecologista) – c’è anche la richiesta di un piano dettagliato degli interventi prioritari e la creazione di un tavolo permanente con scuole, forze dell’ordine e associazioni del territorio.

“Serve una strategia condivisa, non solo interventi spot”, spiegano dal Consiglio. “Garantire la sicurezza dei bambini all’ingresso e all’uscita da scuola deve essere una priorità assoluta”.

Un’urgenza che i genitori conoscono bene. A giugno, le famiglie della scuola Pisacane di via di Acqua Bullicante avevano appeso uno striscione chiaro come un semaforo rosso: “Siamo il marciapiede che non c’è”.

Davanti all’edificio, infatti, lo spazio per camminare è poco più di una striscia. “Ogni giorno raccontano le famiglieoltre 600 alunni e altrettanti genitori si ritrovano ammassati su un tratto di marciapiede strettissimo, inadeguato e pericoloso. Lo segnaliamo da anni, ma non cambia nulla”.

Ora la palla passa alla giunta Caliste, che dovrà trovare fondi e alleanze per trasformare promesse e carte in lavori concreti.

Perché a Roma, a volte, la vera impresa è rendere sicuro anche solo il tragitto fino a scuola.

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