Dal 30 gennaio al 1 febbraio in via dei Cappellari

Dal 30 gennaio al 1 febbraio, sarà in scena al Piccolo Teatro Campo d’Arte, via dei Cappellari 92, lo spettacolo scritto e diretto da Simona Verrusio, Inuit.

Luogo di ambientazione della pièce è un centro di ricerche immerso nel deserto glaciale del Polo Nord, dove tre ricercatori passano le loro giornate a monitorare livelli di soglia di parametri scientifici.

Ad osservarli, l’Inuit, spettatore silenzioso.

Il tempo scorre logorando la capacità si sopportazione dei tre ricercatori che si trovano a sopravvivere in un luogo a loro così ostile e solitario, così lontano da casa e distante dalle abitudini del vivere di ciascuno di loro.

I giorni si confondono tra loro, si mescolano e si amalgano per diventare una sola insopportabile corsa silenziosa all’attesa della partenza, che sembra diventare sempre più ipotesi remota.

Il bianco del paesaggio confonde le menti stanche dei ricercatori, cancellando confini e allontanandoli sempre più dalla loro vita.

Unici suoni, le urla di un orso che scandiscono la notte e i canti Inuit, che arrivano freddi e distaccati, privi di emozione se non quella di angoscia, alle orecchie dei tre personaggi.

Ma ecco che, senza preavviso, il ghiaccio si spacca e cede, rompendosi tutto intorno.

Con lui, anche il barlume di speranza e di calma apparente che avvolgeva il centro di ricerche.

Le crepe nel ghiaccio si insinuano anche nella mente dei ricercatori, svelando interrogativi che partono dall’io, per poi abbracciare tutta l’umanità.

Il punto di vista di scienziato si sposta per affrontare tematiche umane divenendo così metafora del senso della vita e dei rapporti umani, mostrando come anche in un paesaggio “ lunare” e neutro del Polo Nord, sia possibile produrre nella mente una miriade di pensieri che infrangono la solitudine e allo stesso modo, allontanano la capacità di comunicare dei conviventi.

Per informazioni sullo spettacolo, visitare il sito www.campodarte.com.

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