

Fatti e misfatti di aprile 2013
19 aprile, Santa Marta
“19 aprile – secondo giorno di votazioni, per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, dopo le due “fumate nere” del 18 – è il giorno consacrato a Santa Marta”.
Dopo che, il 18, il Santo del giorno Eusebio ha avuto altro da fare piuttosto che esaudire chi l’avesse allisciato come il “suo più grande amore” e invocato “per far sicura sol la sua candidatura”, le speranze di molti potrebbero venire affidate, ora, a Santa Marta. I cui emblemi con i quali viene raffigurata sono le chiavi, il mestolo e la scopa. E, dunque, le chiavi che potrebbero aprire le porte del Quirinale al nuovo inquilino. Oppure il mestolo con cui battere il sedere a qualche banda di “riottosi” e la scopa per spazzare via ogni “candidatura scomoda”. Intanto, comunque, con l’augurio di non dover consumare – votazione dietro votazione, giorno dietro giorno – tutto il calendario dei Santi.
Toccate
“Per avere in Italia una situazione analoga a quella determinatasi in Gran Bretagna con la scomparsa della Thatcher – ha detto Lucia Annunziata durante la trasmissione “Speciale tg La 7″ – bisognerà attendere la morte del nostro politico più divisivo”.
Effetti di queste parole? Lucia Annunziata ha toccato, forse, il fondo del suo spesso becero “gaffismo”. Silvio Berlusconi ha invece toccato, sicuramente, il suo cornetto rosso.
“Lobby delle armi”- Barack Obama: 1-0
“Niente regolarizzazione neppure minima – ha votato il Senato degli Stati Uniti – della libera vendita di armi a qualsiasi cittadino”.
Ancora una volta, dunque, la potente “lobby delle armi” Usa ha sconfitto l’evidentemente meno potente Presidente Usa. Il quale, naturalmente, non l’ ha presa per niente bene e ha definito “vergognosa per Washington” la giornata in cui quel voto si è espresso. Certo, non è che la dura definizione del Presidente Barack Obama abbia fatto arrossire i fabbricanti di armi e tutti quei senatori i quali hanno ceduto ai loro ricatti e alle loro pressioni. Tutti costoro, anzi, si sono fatti una bella risata per lo scampato pericolo: i fabbricanti di armi per lo scampato pericolo di vedersi sensibilmente ridimensionato il loro floridissimo mercato, i senatori loro sostenitori per lo scampato pericolo di vedersi non più sostenuti da quella “lobby” che ha la forza e la capacità di spostare milioni di voti nei vari collegi elettorali Usa. Ancora una volta, insomma, confermate le norme che consentono a qualunque cittadino Usa di acquistare e detenere tutte le armi che vuole e che più gli piacciano. Comprese quelle da guerra. Il tiro a segno, anche contro le persone inermi, in Usa è quindi ancora aperto. Ventiquattr’ore su ventiquattro. Ma non nei baracconi delle fiere. Nelle case, nelle scuole, negli uffici, nelle metropolitane, nei parchi, nelle strade e nelle piazze. A rivederci alla prossima sparatoria.
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