

Lo slogan della manifestazione organizzata dalla rete romana dei movimenti per il diritto all’abitare
“30 mila alloggi promessi, come, dove… quando? At-tendi-amo risposte”. Così recita lo striscione che da lunedì 13 campeggia in piazza di San Marco, a difesa della tendopoli che verrà smantellata oggi stesso, dopo tre giorni di protesta.
Organizzata dalla rete romana dei movimenti per il diritto all’abitare, l’iniziativa mira a rilanciare una campagna cittadina per il diritto alla casa e al reddito, in continuità con il percorso intrapreso da A.S.I.A. RdB, il sindacato inquilini, e dai Blocchi Precari Metropolitani.
Dopo l’iniziativa dello scorso aprile, terminata con uno sgombero e l’arresto di 9 persone, torna “la città della dignità”, un’iniziativa che vuole attirare l’attenzione sul diritto all’abitare, messo oggi in seria discussione dallo scadere del blocco degli sfratti per le cosiddette categorie protette.
Il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato la discussione della proroga del blocco degli sfratti prevista per venerdì prossimo, durante il consiglio dei Ministri. Qualora venisse votato, il provvedimento giungerebbe però in ritardo, considerando le decine di sfratti previsti proprio nei giorni successivi alla scadenza della proroga, nella sola capitale.
La questione è stata affrontata ieri pomeriggio in occasione di un’assemblea cittadina, dove sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, e l’assesore alle Politiche per la casa Mario Di Carlo, l’assessore comunale al patrimonio Alfredo Antoniozzi e il presidente dell’Ater Luca Petrucci. Un incontro finalizzato a chiarire le intenzioni dell’amministrazione capitolina sul nuovo “piano casa”, annunciato dall’assessore Antoniozzi, che prevede lo studio di un nuovo bando di assegnazione di alloggi popolari e la creazione di un gruppo di lavoro sull’Housing sociale.
“Sono spariti i 50 milioni destinati ai cambi di destinazione d’uso – ci spiega un responsabile dell’ASIA RdB, Pino Barbario -, quindi per il 2009 non si vedranno nuove case. Inoltre, risultano spesi i soldi sia per le assunzioni di nuovi addetti (da 50 a 126) per potenziare la struttura organizzativa sull’emergenza abitativa, sia per il gruppo di lavoro sull’Housing sociale”.
Tra le richieste del movimento il blocco generalizzato degli sfratti, l’acquisizione pubblica nei processi di dismissione degli alloggi e un finanziamento pubblico nazionale con almeno 3 miliardi di euro nella determinazione del piano casa, proposte di cui il Governo discuterà nei prossimi giorni.
All’A.S.I.A. RdB, nel frattempo, si attendono risposte a una domanda : “Che fine hanno fatto i 30 mila alloggi per l’emergenza abitativa sbandierati in campagna elettorale?”.
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