

Fatti e misfatti di giugno 2013
A Monti quel ch’è di Monti, a Berlusconi quel ch’è di Berlusconi
“La decisione di aumentare l’Iva – ha detto il “premier” Enrico Letta nella trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata – venne presa dal Governo Berlusconi nel 2011″.
Ma non è così. Perché – come ha onestamente ammesso anche il sottosegretario all’ Economia dell’allora Governo Monti, Gianfranco Polillo – ” fumnmo proprio noi, ni del Governo del professore, ad indicare, nel cosiddetto decreto “Salva Italia”, questo aumento dell’Iva”. Peccato, però, che il “premier” Enrico Letta non abbia voluto ammettere quello che si spera sia stato un suo errore di distrazione. Peccato perché, se “errare humanum est” – ed Enrico Letta appartiene al genere umano cui capita, più o meno spesso, di sbagliare – giusto ed opportuno sarebbe stato non cadere – come Enrico Letta sembra essere invece caduto nell’errore di non correggere il primo errore – nel “disbolicum perseverare”. D’accordo che molto Pdl si sta comportando come se si fosse, ancora o già, in campagna elettorale. Ma perché il “leader” Enrico Letta vuol dare l’impressione di mettersi sullo stesso piano?
“Decamerone” 2013
“La città del “Decamerone” di Boccaccio – se n’è uscito il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – non si scandalizza per così poco”.
Quale sarebbe, però, il “così poco” di Matteo Renzi? Sarebbe il clamoroso scandalo delle “escort” nel quale sono rimasti implicati politici, professionisti, stilisti, procuratori di calcio, albergatori e sul quale il 6 agosto, sulle ipotesi di reato di favoreggiamento della prostituzione, peculato e perfino evasione fiscale ai danni del Comune di Firenze, si pronuncerà di nuovo la Magistratura. Per Matteo Renzi, tuttavia, una “‘osa dannulla”. Una semplice novelletta del Trecento da godersi in allegra compagnia. Gli scandali, per il sindaco di Firenze, sono dunque ben altri. E, soprattutto, di ben altri.
Il naso dei commercianti
“Un esercizio commerciale su tre – ha reso noto ufficialmente il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera – non rilascia lo scontrino fiscale”.
Grave, gravissimo. Per il fatto in sé, ma anche perché la categoria dei commercianti continua ad accusare i vari Governi di non adoperarsi per mettere un freno alla forte e progressiva riduzione dei consumi. Ma la categoria dei commercianti, invece di piagnucolare soltanto con i vari Governi, perché non si adopera per far sì che i suoi numerosissimi evasori rilascino lo scontrino fiscale? Ciò comporterebbe, infatti, una serie di ovvie conseguenze collegate: totale emissione di scontrini fiscali meno evasione fiscale, meno evasione fiscale più introiti nelle casse dello Stato, più introiti nella casse dello Stato più ridotte aliquote nella tassazione dei redditi medio-bassi, più ridotte aliquote nella tassazione dei redditi medio-bassi più consumi, più consumi meno difficoltà per i commercianti. Ma i commercianti – ha sempre recitato una maligna diceria popolare – sono soliti non vedere oltre il proprio naso. Se uno su tre di loro dice però bugie al Fisco, ognuno di costoro dovrebbe avere un naso più lungo di quello di Pinocchio. E, allora, potrebbe vedere molto lontano. Perchè non provare ad aguzzare lo sguardo?
Non è successo niente: lo spettacolo continua
“In Brasile continua la forte protesta popolare nei confronti del Governo e – come hanno riportato e stanno riportando tutti i giornali – negli scontri con la polizia e con l’esercito ci sono stati anche morti, feriti e numerosissimi arresti”.
Una situazione, dunque, obiettivamente grave – non soltanto dal punto di vista dell’ordine pubblico – e che potrebbe sfociare in incidenti anche più drammatici. La “Fédération internationale de football association”, meglio conosciuta con il suo acronimo Fifa, ha però deciso e confermato che le semifinali e la finale della “Condeferations cup” non vanno sospese. Tutto, insomma, come in un qualsiasi circo equestre. Piomba a terra un acrobata e, molto spesso, muore? “Non è successo niente, calma signori, lo spettacolo continua”.
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