Categorie: Libri e letteratura
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“A Roma con Pier Paolo Pasolini” di Daniel Raffini

Il libro (2025) con Prefazione di Filippo La Porta è edito da Giulio Perrone 

In qualunque parte del mondo Pasolini si rechi – dalla vecchia Europa ai panorami lontani dell’Africa o dell’India – Roma resta il termine di paragone, il luogo attorno a cui la riflessione si dispiega e la casa alla quale tornare”.

Da romana, abitante del Pigneto cresciuta in parte in tale difficile quartiere ora divenuto luogo cult, leggere e riflettere sul tale libro che parla della “caput mundi” è stato emozionante e bello in quanto finalmente è avvenuta la valorizzazione umana, sociale e culturale di zone non più viste come periferiche e ghetti.

Anche perché il Pigneto per Pier Paolo Pasolini intellettuale e uomo è stato fondamentale, in quanto film come “Accattone” e “Uccellini e Uccellacci” entrati nella Storia del Cinema sono stati girati al Pigneto come il celeberrimo e altro capolavoro come “Roma città aperto” o il films di Pietro Germi o “Un borghese piccolo piccolo”.

La descrizione della Roma pasoliniana comporta un viaggio non solo spaziale, ma anche temporale, alla scoperta delle stratificazioni storiche e sociali della città.

Ripercorrere i luoghi evocati nelle opere di Pasolini significa esplorare contesti che non esistono più o che sono stati trasformati in modo radicale, a distanza di decenni dalla loro rappresentazione.

Tale processo implica anche un’analisi della Storia di Roma durante uno dei periodi più significativi per l’Italia: il passaggio dalla società rurale a quella industriale e urbana, una transizione che Pasolini stesso definirà come “mutazione antropologica”.

Il libro si propone di esaminare questi luoghi attraverso le opere letterarie dello scrittore, indagando i personaggi, le immagini liriche e narrative che li popolano.

Al contempo, l’opera mira a individuare le peculiarità dello sguardo pasoliniano, inteso come un continuo processo di ricerca di significato, che si riflette nella sua capacità di esplorare Roma come un corpo vivo e mutevole, in cui si intrecciano memoria, cambiamento e identità.

DANIEL RAFFINI, è assegnista di ricerca e docente a contratto presso Sapienza Università di Roma. Si occupa di letteratura italiana contemporanea, letterature comparate e Digital humanities.

Tra i suoi oggetti di studio c’è la ricezione delle letterature straniere nelle riviste italiane tra le due guerre, i rapporti tra letteratura e intelligenza artificiale e alcuni autori italiani del Novecento.

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