A Sambuci Renzucciu e Luciòla: i Promessi Sposi in dialetto

Il 4 settembre una rappresentazione originale del Laboratorio teatrale dell’ass. Terzo Millennio
Enzo Luciani - 29 Agosto 2008

Giovedì 4 settembre 2008, ore 21.00, a Sambuci, nell’Anfiteatro di Villa Theodoli il locale Laboratorio teatrale dell’Associazione Culturale Terzo Millennio rappresenterà “Renzucciu e Luciòla” opera originale in dialetto di Aurora Fratini scritta per il teatro, un’allegra parodia in dialetto de “I Promessi Sposi”.
L’evento è patrocinato dal Comune di Sambuci e dalla Provincia di Roma.

Giocata su una serie di flashback di tipo cinematografici, la divertente commedia si avvale della vis comica del dialetto in contrasto all’austerità compìta di alcuni personaggi manzoniani, punta sull’efficacia mimica del gesto, su una serie di sbalzi temporali che oscillano tra passato e presente creando momenti in cui anche le situazioni dell’assurdo appaiono paradossalmente plausibili al pubblico.
Intervallata da intermezzi musicali coreografati, offre spunti inusuali alla consueta rilettura del romanzo manzoniano, senza tuttavia svilirne mai la grandezza, rendendo la storia piacevole, leggera, imprevedibile nel finale. Una commedia originale che, nella piacevolezza dell’avvicendarsi dei quadri, adatta a stimolare tutti, soprattutto i giovani curiosare tra le pagine de I promessi sposi.

LA TRAMA

Lorenzo, un vivace bimbetto di paese, torna a casa dopo una faticosa giornata di scuola (e non prima di essere passato al pollaio a prelevare le uova fresche che consegna alla madre), quindi si accinge a svolgere un tema su I Promessi Sposi, come dettato dalla maestra. Durante lo svolgimento egli aggiunge sue note personali e commenti, mentre si sviluppano man mano i “quadri”, da lui immaginati, dei momenti più salienti del romanzo: l’incontro di don Abbondio con i bravi, la delusione di Renzo di fronte all’avvocato Azzeccagarbugli, la fuga dal paese e il rapimento di Lucia, la pausa nel convento della monaca di Monza, l’accanimento di don Rodrigo, la conversione dell’Innominato, la peste a Milano… fino al momento del ricongiungimento.
Il tutto reinterpretato secondo la fantasia del bambino, che vorrebbe talvolta entrare nel libro per dare uno sviluppo diverso agli eventi, sostituirsi ai personaggi o consigliare loro come meglio fare per evitare tante peripezie. Una volta finito il suo compito, finalmente libero dall’oneroso impegno, Lorenzo può scendere a giocare in piazza , dove come in una sorta di continuità magica tra fantasia e realtà, le sorprese non sono finite perché, come si sa, per strani giochi del destino, la vita spesso ci sorprende come un romanzo!

PERSONAGGI ED INTREPRETI

Il bambino Lorenzo: Cesare Mattia
Madre di Lorenzo, inserviente dell’Innominato, donna Prassede: Patrizia Fratini
Manzoni, Frate Cristoforo, Azzeccagarbugli, Innominato: Giuseppe Nicoletti
Renzo, Nibbio, Cardinale Borromeo: Matteo Panatta
Agnese: Loredana Fratini
Lucia: Sara Proietti
Don Abbondio: Giulio Dantini
Perpetua, inserviente di Borromeo: Francesca Polzelli
Don Rodrigo, un bravo, onorevole: Carlo Disint
La monaca di Monza: Aurora Fratini
Griso, banditore: Simone Proietti
Inserviente di donna Prassede: Anna Maria Proietti
Giornalista: Serena Giulianella
Amiche di Luciòla, amici di Renzuccio, monache, appestati, bambine che giocano: Attori vari
I costumi sono della Sartoria dell’A.C. Terzo Millennio. la Scenografia di Aurora Fratini, la Coreografia di Sara Proietti, Aurora Fratini, la revisione testuale del dialetto di Patrizia Fratini, il montaggio e strutture di Giuseppe Nicoletti, Cesare Mattia, le riprese video e fotografia di Carlo Proietti, le selezioni musicali e filmiche di Aurora Fratini, luci e Suoni di Group Dek di S. Bonelli, la direzione artistica e regia di Aurora Fratini.


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