

Cosa prevede la normativa in vista della stagione fredda
Secondo le più nefaste previsioni, è in arrivo un fronte di aria fredda che si prepara a spazzare con forti venti la nostra regione. In questo contesto di rapida discesa del termometro si pone l’annosa domanda sul quando accendere i riscaldamenti. Vediamo intanto cosa dice l’attuale normativa.
L’accensione dei riscaldamenti in Italia è regolamentata dal DPR 74/2013, ossia il “Regolamento recante i criteri generali per la gestione degli impianti termici (riscaldamento e condizionamento estivo e produzione acqua calda sanitaria) al fine di migliorarne l’efficienza energetica e la sicurezza”, lo stesso testo suddivide il territorio nazionale in sei zone climatiche (dalla A alla F) in base ai gradi giorno, un parametro che misura il fabbisogno termico di ciascuna area geografica.
Il Lazio e la zona climatica DLa maggior parte dei comuni del Lazio, compresa Roma, rientra nella zona climatica D. Questa classificazione determina periodi e limiti precisi per l’utilizzo degli impianti di riscaldamento che al momento risultano essere:
– accensione 1 novembre
– numero ore massime giornaliere: 12
Sebbene la normativa non imponga orari specifici ma solo un limite massimo di ore giornaliere, gli orari più comuni sono:
– Mattina: dalle 5:00 alle 11:00
– Pomeriggio/sera: dalle 17:00 alle 23:00
La normativa prevede alcune situazioni particolari:
Edifici particolari: ospedali, case di cura, scuole materne e strutture assistenziali possono derogare ai limiti orari per garantire il comfort necessario agli utenti.
Condizioni climatiche eccezionali: tali condizioni consentono ai sindaci di una autonomia sulla accensione anticipata o posticipata in caso di condizioni meteorologiche particolarmente rigide.
Impianti innovativi: gli edifici dotati di sistemi di riscaldamento ad alta efficienza o alimentati da fonti rinnovabili possono beneficiare di maggiore flessibilità.
La normativa stabilisce anche i limiti di temperatura interna:
● Edifici residenziali: massimo 20°C (con tolleranza di 2°C)
● Edifici industriali e artigianali: massimo 18°C (con tolleranza di 2°C)
Alcuni Comuni della regione, differiscono per “gradi-giorno” in base alla loro posizione, elevazione sul livello del mare, orografia ed altri fattori. Infatti nel Lazio sono identificate anche:
● Zona E: alcuni comuni montani delle province di Rieti e Frosinone, dove l’accensione è consentita dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore giornaliere
● Zona C: alcune aree costiere, con accensione dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore giornaliere
Il mancato rispetto della normativa può comportare sanzioni amministrative che variano da 500 a 3.000 euro. I controlli sono effettuati dai Comuni e dalle autorità competenti in materia energetica.

Per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni sono oggigiorno disponibili diverse opzioni, le più efficaci sono spesso quelle che richiedono degli interventi più onerosi a fronte di un netto risparmio. Le caldaie a condensazione sono quelle che rappresentano l’investimento da fare in caso di ristrutturazione, potendo garantire a lungo termine consumi molto più moderati rispetto ai boiler ancora oggi utilizzati e rispetto alle caldaie “standard” ormai poco efficienti. Altre raccomandazioni, più o meno costose, sono:
● Installare valvole termostatiche sui radiatori
● Effettuare la manutenzione periodica della caldaia
● Migliorare l’isolamento termico dell’edificio
● Utilizzare il riscaldamento solo nelle ore necessarie
● Impostare la temperatura a 19°C anziché al massimo consentito
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