

L’artista si è spenta nella sua Milano a 91 anni
La cantante Ornella Vanoni, voce storica della musica italiana, è morta oggi venerdì 21 novembre, all’età di 91 anni. A causa di un malore nella sua abitazione nel Milanese.
Con lei se ne va non solo un’artista, ma un pezzo intero della storia culturale del Paese.
La sua carriera, iniziata nel 1956, attraversa quasi settant’anni di musica: un percorso impressionante fatto di oltre cento lavori tra album, EP e raccolte, e più di 55 milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Vanoni è stata la cantante di Senza fine, brano simbolo di un’epoca e frutto del sodalizio artistico e sentimentale con Gino Paoli, negli anni Sessanta.
Quel timbro inconfondibile, vellutato e al tempo stesso tagliente, l’ha accompagnata nel passare di stagioni musicali diverse, permettendole di reinventarsi senza mai perdere autenticità.
La sua vita professionale è stata un viaggio continuo: dalle prime Canzoni della Mala alle atmosfere della bossa nova, dal jazz alla canzone d’autore. Sul suo cammino ha incrociato artisti che hanno segnato la musica italiana e internazionale.
Tra i tanti: Toquinho, George Benson, Herbie Hancock, Dario Fo, Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Mogol, Renato Zero, Riccardo Cocciante.
E poi ancora i musicisti delle generazioni successive, come Pacifico e Francesco Gabbani, con cui aveva saputo dialogare con curiosità e apertura. Otto volte aveva calcato anche il palco del Festival di Sanremo, sempre con quella presenza scenica elegante e mai scontata.
Solo pochi mesi fa, in un’intervista, Vanoni aveva confessato con la sua consueta ironia e lucidità: “Non voglio morire troppo tardi, voglio vivere finché io do alla vita qualcosa e la vita dà qualcosa a me”.
Una filosofia che racconta perfettamente chi è stata: un’artista che ha dato tanto, e che tanto ha ricevuto dall’arte, dal pubblico e dal tempo che l’ha vista protagonista assoluta.
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