

Scomparsa a 85 anni dopo una lunga malattia
Con Patrizia De Blanck se ne va un pezzo di storia del costume italiano. Nata a Roma nel 1940, figlia della contessa Lloyd Dario e dell’ambasciatore cubano Guillermo De Blanck y Menocal, Patrizia ha attraversato decenni e linguaggi con una naturalezza rara: dalla mondanità dorata degli anni Sessanta alla popolarità travolgente dei reality show, senza mai smarrire identità e carattere.
A raccontare gli ultimi mesi è stata la figlia Giada De Blanck, con un messaggio intenso pubblicato su Instagram. Un saluto che è anche una dichiarazione d’amore e di rispetto, lontano dai riflettori che per tutta la vita avevano accompagnato sua madre.
Giada ha parlato di una battaglia “durissima e dolorosa”, vissuta nel silenzio per proteggere Patrizia, nella speranza — mai persa — di un miracolo che non è arrivato. «Abbiamo lottato da guerriere», ha scritto, ricordando come il coraggio, la forza e la luce della madre continueranno a vivere in lei. «Con lei si chiude un’intera epoca».
La carriera di Patrizia De Blanck è stata un continuo equilibrio tra eleganza aristocratica e schiettezza popolare. Esordì giovanissima come valletta di Mike Bongiorno ne Il Musichiere nel 1958, quando la televisione era ancora un rito collettivo e solenne. Decenni dopo, seppe reinventarsi come personaggio televisivo a tutto tondo, diventando opinionista e concorrente di reality senza mai snaturarsi.
Nel 2008, a L’Isola dei Famosi, mostrò al grande pubblico il suo carattere indomito e il suo linguaggio diretto, spesso colorito, conquistando anche chi non conosceva il suo passato.
Nel 2020, con la partecipazione al Grande Fratello Vip, divenne un’icona per le nuove generazioni: un “meme vivente”, capace di mescolare nobiltà, ironia e autenticità.
Storica anche la sua presenza nei salotti televisivi di Piero Chiambretti, dove rappresentava il punto d’incontro tra la vecchia aristocrazia romana e la cultura pop contemporanea.
Patrizia De Blanck è stata una delle ultime testimoni di una Roma internazionale, capace di muoversi tra principi, ambasciatori e divi di Hollywood, ma anche di difendere la cucina popolare, il contatto diretto con la gente e una franchezza ormai rara.
Divisiva, mai banale, sempre libera: le sue battute feroci e la sua onestà intellettuale le hanno garantito rispetto anche da chi non la amava.
Con la sua scomparsa, Roma perde una voce fuori dal coro. E la televisione italiana una figura che ha saputo attraversare il tempo senza chiedere permesso.
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