Addio al “dente cariato” di Termini: il Campidoglio firma la svolta per il rudere di via Giolitti

Tra le ipotesi anche l’attivazione temporanea dei locali oggi vuoti, per sottrarli al degrado in attesa del cantiere definitivo

Non sarà più il “biglietto da visita” del degrado per chi arriva alla Stazione Termini. Con una memoria approvata nelle scorse ore, la Giunta di Roma Capitale ha tracciato il destino del cosiddetto “dente cariato” di via Giolitti, l’immobile incompiuto che da decenni segna con una ferita urbana l’ingresso all’Esquilino.

L’obiettivo è ambizioso: trasformare quel rudere in una moderna “Porta della Città”, ricucendo uno degli affacci più delicati e trafficati del centro storico.

Da palazzine umbertine a moncone urbano

L’edificio oggi ridotto a un solo piano fuori terra è ciò che resta di un complesso ben diverso. In origine, su via Giolitti, sorgevano due palazzine gemelle in stile umbertino, sei piani ciascuna, perfettamente allineate al tessuto architettonico del quartiere.

L’ampliamento della strada ne decretò lo smembramento: furono sventrate e quasi interamente demolite, lasciando in eredità un volume mutilato, circondato negli anni da attività precarie e, in alcuni casi, abusive.

Un’immagine che il Municipio I e i residenti dell’Esquilino chiedevano da tempo di superare.

La scelta: rigenerazione volumetrica

Non un maquillage, ma una ricostruzione vera e propria. La linea indicata dalla memoria di Giunta è quella del recupero della sagoma e dell’ingombro originario dell’edificio.

In sostanza, si punta a rialzare il manufatto per ristabilire la continuità del fronte stradale e restituire coerenza architettonica alla via.

Una decisione che risponde a una doppia logica.

Da un lato, estetica e urbana: ricompattare visivamente uno degli assi più percorsi da turisti e pendolari in uscita dalla stazione.

Dall’altro, economica: rendere l’intervento sostenibile e attrattivo per operatori privati attraverso un bando di evidenza pubblica.

Il percorso verso la rinascita

Con il via libera politico, la partita passa ora agli uffici. Il Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio, insieme al Municipio I, dovrà avviare le procedure per individuare investitori e progetti, coordinare eventuali sgomberi e definire il futuro utilizzo dell’immobile.

Tra le ipotesi anche l’attivazione temporanea dei locali oggi vuoti, per sottrarli al degrado in attesa del cantiere definitivo.

Dopo anni di immobilismo, il “dente cariato” di via Giolitti potrebbe così cambiare volto, diventando un tassello chiave nella riqualificazione dell’area della Stazione Termini.


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2 commenti su “Addio al “dente cariato” di Termini: il Campidoglio firma la svolta per il rudere di via Giolitti

  1. Era ora!!!
    Brutto a vedersi e sicuramente un ritrovo per i malavitosi.
    Grazie ai cittadini di quartiere che si sono battuti e naturalmente alla Giunta Capitolina.

  2. Mi sono sempre chiesto perche’ fosse Ancora in vita quel rudere orribile e occupato da attivita’ commerciali discutibili . Finalmente una bella notizia! Spero che la presenza del Mc Donald’s non renda complicato l’iter nurocratico

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