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“Adelante, Pedro, con juicio” – “5 stelle” tra il dire e il fare – E ora, signori del Fisco?

Fatti e misfatti di giugno 2013

“Adelante, Pedro, con juicio”

“Il Consiglio dei Ministri – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha deciso l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti”.

Ottimo. E finalmente. Calma, però, con eccessivi entusiasmi. Perché il finanziamento pubblico non cesserà da subito, ma verrà ridotto gradualmente. Senza troppa fretta. Sarà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo, al 40% il terzo. “Adelante, Pedro, con juicio” (Avanti, Pietro, ma con attenzione e massima prudenza). Per non shockare drammaticamente i partiti. Per non costringere al suicidio, magari, qualche loro tesoriere. Anche perché, poi, i partiti dovranno tirare avanti con erogazioni volontarie che verranno risarcite, agli erogatori, fino al 52% attraverso detrazioni fiscali e con una destinazione volontaria del due per mille (cioè, anche se in modo di nuovo diverso, sempre con i soldi dei cittadini). In più, ai partiti, verranno assicurati gratis gli spazi per le loro sedi e per i loro convegni e congressi (fra gli immobili, sembra, del Demanio) e gratis anche le bollette dei consumi. Onore e gloria ad un provvedimento, comunque, che nessuno aveva mai avuto la volontà e il coraggio di prendere. Ma forse, giacché si è rotto finalmente il ghiaccio, qualcosina di più immediato e di più efficace si sarebbe potuta decidere. In ogni caso, visto che saranno loro a pagare ai vari partiti – ad esempio – la bolletta della luce, l’augurio dei cittadini è che la sera, quando l’ultimo se ne andrà a casa, si preoccupi di chiudere la porta, sì, ma anche di spegnere tutte le lampade.

“5 stelle” tra il dire e il fare

“Il Consiglio regionale della Lombardia – il 16 giugno prossimo – sarà chiamato ad approvare un progetto di legge che prevede multe, per gli assenteisti in aula o in commissione, fino a 1.400 euro al mese”.

Si arriverà, il 16 giugno prossimo, a questa approvazione? Poichè il progetto è stato firmato da tutti i gruppi meno uno, l’approvazione dovrebbe essere certa. Interessante conoscere, intanto, quale gruppo non abbia alla fine firmato. Ebbene, sì, proprio il gruppo del “Movimento 5 stelle”. Il quale aveva portato avanti, durante tutta la campagna elettorale, anche un provvedimento così. Per cui, allora, viene da chiedersi: ma questi “grillini” sono nella maggior parte matti, in confusione perenne o millantatori da quattro soldi? Babbo Beppe Grillo, una volta per tutte, farebbe bene a chiarire. Magari anche urlando e con qualche volgarità più del solito. Ma finalmente a chiarire. Sempre che, certo, sia in condizioni di farlo.

E ora, signori del Fisco?

“Da un’indagine a campione – ha fatto conoscere, tra l’altro, il Ministero dell’Economia – è emerso che parrucchieri, titolari di bar e titolari di saloni di bellezza hanno dichiarato un reddito annuo tra i 7.000 e i 17.800 euro, i gestori di impianti sportivi un reddito di 400 euro, i titolari di discoteche, di sale da ballo, di “night club”, di centri benessere, di centri termali addirittura un reddito negativo”.

Poveracci. Ma chi l’avrebbe mai supposto? Tutti, anzi, si era convinti che proprio quelli fossero gli esercizi commerciali ad avere avvertito molto meno la crisi. E’ proprio vero, allora, che l’apparenza inganna. Perché l’affluenza che continua a caratterizzare tutti questi esercizi commerciali – alcuni in particolare – avrebbe fatto legittimamente credere a redditi ben maggiori. A redditi, perlomeno, realistici e non addirittura ridicoli. Ridicoli, ma anche offensivi sia nei confronti dei cittadini onesti i quali onestamente pagano le tasse sia nei confronti del Fisco. Il quale Fisco, dopo questa sorprendente indagine a campione, che cosa farà? Sarebbe interessante e giusto conoscerlo. Non soltanto per curiosità: per sapere, soprattutto, se lo Stato intende continuare a farsi prendere per il naso dai contribuenti disonesti e, per compensare, a tartassare i contribuenti onesti.

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