Aeroporto di Ciampino: Mancano i dati sulle patologie e le morti

La manifestazione è il 20 aprile 2007 alle 11 davanti alla Regione Lazio per sapere i risultati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale

Appuntamento il 20 aprile 2007 alle 11 davanti alla Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo 212: "occorre essere in tanti – dichiarano i responsabili del Comitato Non-fly di Ciampino – per chiedere l’immediata pubblicazione dei dati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale sulle patologie e le morti negli anni 2002-2006 nelle aree di Ciampino, Marino, Santa Maria della mole e X municipio".
I dati erano stati promessi entro 15 giorni, invece è trascorso più di un mese e non si vedono: per questo la Rete dei Cittadini e Movimenti contro l’inquinamento dell’Aeroporto di Ciampino ha deciso di manifestare e di richiedere, con una lettera indirizzata al prefetto di Roma, Achille Serra, e al sindaco di Roma, Walter Veltroni, interventi urgenti per la tutela della salute dei cittadini.
Nel frattempo gli aerei lowcost atterranno e decollano da Ciampino a ritmi sempre più serrati: il traffico aereo è aumentato del 700% negli ultimi cinque anni e l’inquinamento si estende.
Anche passeggiando al parco degli Acquedotti non ci si rilassa più: ogni dieci minuti circa c’è un aereo che passa sopra la tua testa e la centralina di monitoraggio dell’aria, posta di recente per volere del Comitato, ha già superato i limiti per le polveri sottili per ben 36 giorni in due mesi.
Il comune di Ciampino ha la più alta spesa pro-capite di farmaci antitumorali su scala nazionale.
La risoluzione del Parlamento Europeo prevede un valore limite per le pm10 di 33 μg/m3, al Parco degli acquedotti la media è 85,63 μg/m3. E’ evidente che qualcosa non va, il Comitato esige dalle autorità competenti un’immediata campagna di misurazioni della qualità dell’aria all’Arpa e l’applicazione del Dlgs 267/2000 che riconosce in capo al Sindaco il potere di emettere ordinanze contingibili e urgenti per far fronte a emergenze di ordine sanitario e di igiene pubblica, come il superamento del limite di inquinamento per metro cubo, che le vigenti leggi pongono a 50 μg/m3.

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