Al Campidoglio la voce dei bambini apre il progetto contro la violenza di genere

Presentato “Spazio Emozione”: kit didattici, formazione per docenti e spazi dedicati all’affettività. Le prime aperture tra marzo e aprile 2026.

Nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: insegnare a riconoscere le emozioni per prevenire la violenza di genere.

È questo il cuore di “Spazio Emozione”, il progetto presentato nella Sala del Carroccio in Campidoglio da ScuolAttiva Onlus con il sostegno di Boeing Italia e il contributo scientifico della Fondazione Libellula, sotto il patrocinio di Roma Capitale e del Comune di Grottaglie.

E, a sorprendere tutti, non sono state le autorità ad aprire l’incontro, ma le parole disarmanti delle bambine e dei bambini dell’Istituto Comprensivo “Via Luca Ghini” di Roma.

Emozioni confessate come piccoli segreti, desideri di una scuola che ascolta davvero: una lezione spontanea, limpida, che ha dato il tono all’intera giornata.

A raccogliere la loro voce, l’Assessora alle Pari Opportunità Monica Lucarelli, la Managing Director di Boeing Anna Clementina Veclani, la presidente di ScuolAttiva Simona Frassone, la responsabile comunicazione della Fondazione Libellula Francesca Panigutto e l’insegnante Maria Luisa Cardarelli.

Per Lucarelli, il messaggio è chiaro: «Se vogliamo un Paese libero dalla violenza di genere, dobbiamo partire da qui: dall’educazione emotiva. È una sfida culturale, prima ancora che sociale». E rilancia: «Un’Aula delle Emozioni in ogni scuola significa investire davvero nelle nuove generazioni».

Le prime due nasceranno proprio all’I.C. Via Luca Ghini di Roma e all’I.C. Edmondo De Amicis di Grottaglie.

Apriranno tra marzo e aprile 2026, pronte a diventare luoghi dove imparare a leggere ciò che si prova, a condividerlo, a trasformare le parole in ponti che uniscono invece che dividere.

Il progetto si regge su un pilastro concreto: un kit didattico che comprende una Guida per i docenti e il “Pronto Soccorso delle Emozioni”, uno strumento visivo e intuitivo che accompagna i più piccoli nel riconoscere e gestire le emozioni forti.

Con attività come “Posso essere chi voglio”, in classe si smontano gli stereotipi, si stimola il pensiero critico e si coltivano empatia, rispetto, creatività e libertà espressiva.

Ma “Spazio Emozione” non si ferma ai bambini: forma anche chi li guida. In collaborazione con la Fondazione Libellula, ScuolAttiva Onlus — ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito — ha ideato un percorso in tre incontri per docenti ed educatori.

Una combinazione di webinar e strumenti pratici che aiuta gli insegnanti a portare quotidianamente in classe un’educazione all’affettività solida, consapevole e capace di prevenire gli stereotipi di genere.

In fondo, il progetto è un grande invito a ripensare la scuola come un luogo che cura, una comunità che insegna ad ascoltare e ascoltarsi, a comprendere invece che giudicare.

È il segno di un’alleanza nuova tra istituzioni, imprese e terzo settore per crescere generazioni più empatiche e libere.

E non è un caso che la presentazione avvenga alla vigilia del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un promemoria potente: la prevenzione comincia nelle aule, tra i banchi, dai bambini che oggi imparano a dare un nome alle proprie emozioni — e domani sapranno trasformarle in relazioni più giuste.


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