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Al MAXXI tre importanti eventi internazionali

Paolo Soleri, Moshekwa Langa e Toyo Ito, saranno visitabili fino all'8 gennaio

Il Ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione e il Direttore generale della DARC hanno presentato l’8 ottobre presso gli spazi del MAXXI, tre importanti eventi di carattere internazionale che possono essere visitati fino all’8 gennaio 2006, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 2.

Il primo è dedicato a Paolo Soleri, architetto, urbanista, filosofo di eccezionale originalità nel panorama della cultura achitettonica internazionale del XX secolo.
La mostra, intitolata "Paolo Soleri. Etica e invenzione urbana" curata da Sandra Suatoni, si articola in tre sezioni cronologiche e tematiche che ripercorrono l’attività dell’architetto Soleri che ricevette il Leone d’Oro alla Carriera alla settima Mostra Internazionale d’Architettura della Biennale di Venezia nel 2000.

La prima sezione intitolata Dall’Italia a Mesa City: ricerca di un ambiente in armonia con l’uomo, ospita il grosso della produzione grafica fino agli anni Settanta con la valorizzazione dei disegni a mano libera (schizzi preliminari, vedute, visioni, figurazioni) che contengono la formazione e lo sviluppo delle formulazioni architettoniche e urbane di Soleri. Si può notare visitando la mostra, che viene messa in evidenza la rarissima produzione destinata per l’Italia: progetti per Torino, la Costiera Amalfitana e una sezione specifica sulla Fabbrica di Ceramiche Artistiche Solimene di Vietri sul Mare.

La seconda sezione dal titolo Arcology: the City in the Image of Man allestita da Alessandra Vittorini ed Ester Annunziata presso il MAXXI, rappresenta la definizione del concetto di "Arcologia": dalle prime elaborazioni grafiche contenute nel volume edito dal M.I.T., il Massachusets Institute of Technology, alle versioni su scrolls dei Two Suns, delle Arcologie spaziali e del programma Space for Peace: progetti utopistici di Soleri. Inoltre vengono documentati i metodi costruttivi delle architetture di Soleri e viene preso in considerazione soprattutto l’impiego plastico del cemento armato. Lungo una grande parete curvilinea o sospesi a mezz’aria negli ampi spazi dell’ex caserma sono stati esposti i disegni dalla grande dimensione e dal carattere scenografico.

La terza sezione allestita da Francesco Delogu dal titolo la Casa dell’Architettura Ex Acquario Romano, si concentra sulla tentata traduzione in realtà costruttiva dei principi urbani di Soleri, considerando la città laboratorio di Arcosanti; sono stati esposti disegni, progetti, plastici e materiale fotografico relativo a quel cantiere urbano dagli interventi degli anni Settanta fino a quelli più recenti. Sezioni accessorie ospitano i progetti dagli anni Ottanta ad oggi: ponti, Hyper Building, Twin Towers. In quest’ultima sede ha luogo il workshop di progettazione urbana su Roma, che coinvolge le principali facoltà di architettura romane (La Sapienza, Roma Tre), in cui gli studenti si trovano ad operare in stimolante confronto con le opere grafiche e i modelli di Soleri.

Il secondo evento riguarda MAXXI Arte con la presentazione della prima personale in Italia di Moshekwa Langa, una delle figure più interessanti del panorama artistico contemporaneo. La mostra, curata da Mauro Colombo, comprende un’ampia selezione di opere recenti realizzate con differenti tecniche: pittura, collage, disegno e video che affrontano il tema dell’identità culturale e delle relazioni tra le differenti culture presenti nella società europea contemporanea.
L’arte di Langa si avvicina molto al "flusso di coscienza" joyciano e all’automatismo surrealista: una stratificazione di immagini e testi in apparenza incoerente che suggerisce un’intensa vita interiore e una psicologia esplosiva. Le svariate tecniche impiegate da Langa (pittura, disegno, installazione, fotografia, collage, video), durante le varie mostre vengono rielaborate e assemblate in temi di risonanza personale sia che provengono dalla cultura popolare, dalla letteratura, dalla storia dell’arte, sia che si riferiscano a ricordi o alla memoria personale dell’artista o alla sua condizione intellettuale africano trapiantato in Europa. Osservando le sue opere possiamo notare che Langa si esprime con emozioni che si distaccano dalla durezza dell’arte contemporanea del nord Europa (oggi Langa vive ad Amsterdam), per riproporre in forma ironica i più attuali interrogativi sulla condizione umana, con allusioni alla fragilità umana, alla sua interiorità e al suo inconscio.

Il terzo evento del MAXXI è dedicato all’architetto giapponese Toyo Ito, uno dei maggiori protagonisti della ricerca architettonica contemporanea. Nella mostra, realizzata con il sostegno dell’Unione Europea nell’ambito dello Japan Year of People to People Exchanges, saranno esposti progetti inediti realizzati recentemente, tra i quali Tod’s Omotesando Building, Project in Fukuoka, Relaxation Park in Torrevieja e i due moduli della panchina Naguisa acquistati dal MAXXI e realizzati appositamente per l’esterno del museo.

Dopo il riconoscimento della Laurea Honoris Causa che la Facoltà di Architettura di Pescara ha conferito a Toyo Ito il 14 ottobre, l’architetto ha tenuto una conferenza dal titolo "Post – Sendai Mediatheque" in cui sono stati presentati tutti i progetti presentati ed esposti.

Toyo Ito dal 1990 ha partecipato ad alcuni importanti concorsi internazionali, tra i quali quelli per l’ampliamento del Moma di New York e per la realizzazione del Centro per le Arti e l’Architettura Contemporanee di Via Guido Reni a Roma, oggi MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo. Insegnante in diverse università in Europa, Giappone e Stati Uniti, l’architetto Ito ha partecipato a diverse mostre internazionali e ha realizzato importanti edifici tra cui la "Torre dei Venti" a Yokohama, il Museo di Yatsushiro, la "T" Hall a Taishi e "O Dome" a Odate. Se l’essenza dell’architettura è il punto d’incontro tra la pesantezza dei materiali che la spingono verso il basso e lo spirito dell’uomo che lo innalza verso l’alto, la poetica di Ito ricerca la leggerezza, partendo dal minimalismo di Ando e attraverso l’utilizzo di materiali da costruzione non tradizionali. Il primo esempio in cui viene applicata tale sua poetica è la casa in alluminio a Fujisawashi, Kanagawa, materiale utilizzato poi anche per la casa a Sakurajosui, Tokyo; una conferma viene trent’anni dopo dalla copertura polimaterica del parco agricolo di Oita. Quindi le opere di Ito finiscono per esaltare le valenze ottiche dei materiali e per ricorrere a forme sempre più libere.

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