Al teatro Argentina il Cyrano de Bergerac

Dal 7 ottobre all’8 novembre un classico sempre in voga
di Rossella Puleo - 2 Ottobre 2009

Popolizio, Bastianello, Gherpelli e Battaglia.

Ad aprire la nuova stagione del Teatro Argentina tocca quest’anno a un classico della letteratura teatrale di fine Ottocento: il Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Lo spettacolo, che debutta in prima nazionale assoluta, ha per protagonista uno dei più grandi talenti del nostro teatro, Massimo Popolizio per la regia di Daniele Abbado.

Sarà un Cyrano moderno, quello interpretato da Massimo Popolizio, senza pennacchi né galloni, ma un vero funambolo della parola e del verso. “Si tratta di un Cyrano speciale” – ha spiegato Giovanna Marinelli, direttore del Teatro di Roma – “Un Cyrano che abbiamo voluto più vicino a Don Chisciotte, l’eroe perdente”. Non ci saranno infatti né spade né stivaloni, né il famoso pennacchio del guascone, anche se lo spirito della parola resta, in quanto in francese pennache significa anche grinta e coraggio. Unico particolare irrinunciabile per raccontare lo scontroso spadaccino è il suo lunghissimo naso ricreato sul volto di Popolizio.

“È un testo dove si parla e si scrive d’amore” – aggiunge Popolizio – “dove le parole servono per sedurre qualcuno e come in un doppiaggio, Cyrano mette le sue parole nel corpo di Cristiano per dichiarare il suo amore a Rossana. Forse in fondo il vero rapporto d’amore è proprio questo: tentare di arrivare all’oggetto desiderato attraverso la figura di un altro”.

”Oggi recitare in versi – dice l’attore – è una scelta di stile molto importante che obbliga a recitare in un certo modo”, lontano dall’improvvisazione e dagli slang dialettali. Cyrano è un acrobata del pensiero e della parola, per questo indispensabile è la scelta del verso, della rima.

Il Cyrano de Bergerac permette di indagare uno dei temi più affascinanti della letteratura: il duello, ovvero il dovere personale di ristabilire onore e dignità. A questo scopo il Teatro di Roma ha ideato un serie di attività culturali con lo scopo di ampliare il coinvolgimento degli spettatori.

Un duello di spada, sciabola e fioretto sarà quello che, a cura di Claudio Longhi, proporranno il 15 e il 29 ottobre, gli allievi del corso di scherma dell’Accademia d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”, mentre il 22 ottobre si svolgeranno i duelli verbali a colpi di rima dei poeti Valerio Magrelli e Alberto Bertoni, che si destreggeranno in uno scontro tra verso in rima e verso libero.


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