

Fatti e misfatti di maggio 2013
Al voto anche i lattanti?
“Abbiamo depositato in Senato – ha fatto sapere il “Movimento 5 stelle” – una mozione per spostare, in caso di referendum, il diritto di voto ai cittadini i quali abbiano compiuto sedici anni di età”.
Coerente. Avendo constatato che i maggiori di diciotto anni non se lo sono “filato” nelle recenti amministrative parziali, Beppe Grillo vorrebbe provarci con quelli dai sedici ai diciotto. Ammesso, tuttavia, che la Costituzione glielo consenta. Ma, poi, che cosa farebbe l’ “urlatore dimezzato”, nel caso in cui gli dessero “buca” anche i sedicenni? Presenterebbe mozioni progressive per far votare gli alunni delle elementari, semmai i bimbi dell’asilo, semmai ancora i bimbi con il primo dentino fino ai lattanti? Povero Beppe Grillo. Le bastonate, anche quelle elettorali, portano sempre in confusione.
Intempestivo Matteo
“Grillo ha chiaramente perso le elezioni – ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – ma i temi che pone non sono meno forti di prima. Allora dico: “Forza ragazzi, lavoriamo insieme””.
La risposta di Grillo è stata immediata: “Chi vuole l’accordo con il Pd si accomodi fuori dal “Movimento””. Ma benedetto Matteo: perché non aspettare che a Beppe fosse passata la furibonda arrabbiatura (ma che lui avrebbe chiamato in ben altro modo) post-elettorale? Ci sarebbe stata, può darsi, qualche probabilità in più per un primo colloquio.
Polvere di arroganza
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