

Il Sindaco contestato nel corso della cerimonia
19 luglio 1943 – 19 luglio 2010. Sessantasette anni dopo il bombardamento alleato che ha colpito Roma con circa 4mila ordigni, questa mattina al Parco Tiburtino, in piazza Caduti del 19 luglio 1943, nel cuore di San Lorenzo, il quartiere più colpito, si sono ricordate, con una cerimonia ufficiale, le 1.467 vittime civili e militari.
Alla ricorrenza hanno partecipato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore provinciale al personale, Serena Visintin, il prefetto Giuseppe Pecorare, il presidente Anfim, Rosina Stame, della comunità ebraica, Riccardo Pacifici e quello del III municipio, Dario Marcucci.
Tanta gente e numerosi testimoni diretti di quei giorni di 67 anni fa hanno accompagnato la cerimonia della memoria. Gonfaloni dell’Anpi e dell’Anfim hanno sottolineato e ricordato i 7mila morti romani vittime dall’occupazione nazista mentre il segretario provinciale dell’Anpi, Ernesto Nassi, ha sottolineato "l’importanza della memoria e dell’Unità a fronte di alcuni membri di Governo che dividono e che, altrove, sarebbero già stati presi a calci nel sedere". Toccante il momento in cui l’assessore Visintin, commossa, ha ricordato il bisnonno morto proprio durante il bombardamento di San Lorenzo.
Durante la cerimonia il sindaco Alemanno ha consegnato la medaglia d’oro al merito civile alla memoria al figlio di Michele Bolgia, un ferroviere che lavorava, durante l’occupazione, allo scalo di San Lorenzo e che fece fuggire diverse persone facendole scappare dai vagoni piombati ma che fu poi catturato dai tedeschi ed ucciso alle Fosse Ardeatine.
"Nessuno è possessore della verità, ma ognuno deve sapere che la verità viene dal ricordo, dalla memoria – ha detto Alemanno – non deve tornare il passato ma bisogna costruire su di questo per avere un futuro nel quale l’Italia sia unita, libera, democratica e degna sia da destra che da sinistra".
Per il sindaco occorre "superare le memorie separate e ricordare. La memoria deve essere unica. La libertà e la democrazia vengono da i sacrifici dei nostri predecessori. Non ci devono essere strumentalizzazioni e nessuno deve usare la storia come strumento di guerra politica".
Dal palco è intervenuto anche Pacifici che ha ricordato "tutti i militari che hanno fatto la scelta di libertà attraverso la lotta di Resistenza". Infine Marcucci ha ricordato come "la pace sia indispensabile per costruire il futuro e come proprio quei giorni nacque la Costituzione".
Piccole contestazioni di protesta sono avvenute nei confronti del Sindaco di Roma e contro le ipotesi di operazioni immobiliari sui palazzi colpiti dalle bombe di 67 anni fa. Nel corso della celebrazione sono comparsi cartelli con su scritto «Alemanno amico dei palazzinari», «Non un mattone sulla nostra memoria», San Lorenzo: anche i muri parlano».
«Non credo sia il modo migliore per concludere questa cerimonia – ha replicato il sindaco -. Se ci sono dubbi, ombre o sospetti sul passato di ognuno è importante confrontarsi e parlare, e se qualcuno ha dubbi sulla nostra storia personale sono pronto a togliermi la fascia e a discuterne da uomo a uomo, con spirito civile». Quanto alle proteste sulle presunte operazioni immobiliari, dopo aver risposto dal palco che «non credo proprio di essere amico dei palazzinari», Alemanno ha aggiunto: «Non so di cosa stessero parlando. Ora cercheremo di capire quale sia il problema ma non è bello utilizzare manifestazioni di questo tipo come palcoscenico per contestazioni».
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