

Ironia e commozione con Finché giudice non ci separi, in scena fino al 20 febbraio
Frizzante. Ironica. E vicina a tutti noi. Erano in molti, nel pubblico, a riconoscersi nei racconti dei protagonisti di Finché giudice non ci separi, in scena al Teatro Golden di Roma fino a domenica 20 febbraio.
La storia narra le vicende di quattro amici, tutti regolarmente sposati e divorziati, che cercano di ricominciare a vivere nonostante le ferite causate dalla rottura del matrimonio. Mentre i mesi scorrono, insieme ai soldi degli alimenti se ne vanno anche i mobili in noce, sostituiti dagli scaffali Ikea, le serate in casa, rimpiazzate da nottate di salsa, e il dialogo con i figli, che con la solita scusa dell’influenza vengono rintanati in casa dalla madre e tenuti lontani dal padre. E tutto questo “per colpa di una stronza!”.
La “stronza” in questione altri non è che il giudice, interpretato da Nathalie Caldonazzo e responsabile della sentenza di separazione che cala come una scure sul destino di Massimo, privandolo di buona parte dello stipendio e della possibilità di vedere la figlia Nicole. Ma il protagonista non sa che proprio il giudice diventerà la sua nuova vicina di casa.
Finché giudice non ci separi non si accontenta di far semplicemente ridere il pubblico. La commedia di Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli ha il merito di toccare le corde più profonde del cuore affrontando una tematica complessa come quella dei padri separati e del difficile rapporto che si crea con i figli, spesso prime vittime dei divorzi. Attimi di vera comicità, garantiti dalla presenza di Roberto Brunetti, Salvatore Marino, Giancarlo Ratti e Paolo Ricca, si alternano a momenti di riflessione sulle famiglie contemporanee, che raggiungono l’apice proprio nella scena finale.
Finché giudice non ci separi, di Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, con Roberto Brunetti, Salvatore Marino, Giancarlo Ratti, Paolo Ricca e Nathalie Caldonazzo.
Teatro Golden, via Taranto, 36 tel. 06 7049 3826, in scena fino al 20 febbraio.
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