

Fatti e misfatti di giugno 2013
Anm versus Csm
“Nel valutare il lavoro dei giudici – si è irritato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli – occorre sobrietà di comportamenti, occorre evitare interventi che possano essere letti come interferenze nel processo”.
Ma con chi si è irritato, per la precisione, il presidente Rodolfo Sabelli? Certamente con chi si è lanciato in attacchi da lui ritenuti infondati a proposito dei cosiddetti “processi Ruby”. Ma, sorprendentemente, anche con il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, “reo” – secondo lui – di non avere approvato la decisione dei giudici di Palermo di convocare come teste, nel cosiddetto “processo Stato-mafia”, quel Presidente della Repubblica il quale avevano già cercato di coinvolgere con certe intercettazioni telefoniche poi distrutte per decisione della Corte costituzionale. Il sindacato dei magistrati, perciò, ora addirittura contro l’organo di autogoverno della categoria. Anm, insomma, versus Csm. Roba da non credere. Roba, però, autentica “made in Italy”. Soltanto, molto inquietante, “made in Italy”.
Vai tranquillo, “writer”
“Imbrattare i cartelli stradali – ha sentenziato la sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione – non è un reato, ma soltanto un illecito amministrativo che va quindi punito con una semplice multa”.
Sospiro di sollievo, dunque, per l’esercito sempre più numeroso degli incivili “writers” Perché, ammesso che Municipale o Polizia o Carabinieri riescano a coglierli qualche volta sul fatto, non è che rischieranno più di imbrattare, magari solo per qualche giorno, le mura di una cella. Ma si vedranno comminare soltanto una multa che, nella stragrande maggioranza dei casi, nemmeno si preoccuperanno di pagare. La multa, magari, la pagheranno quegli automobilisti i quali, a causa degli imbrattamenti, non saranno riusciti ad accorgersi – per dire – di un cartello indicante una direzione vietata, uno stop, un limite di velocità. Prosit.
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