Arethusa, centro di cultura a Centocelle dal 1967

La libreria punto di riferimento culturale per i quartieri del 6° e 7° municipio
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 15 Giugno 2012

L’oasi Arethusa nel deserto culturale di Centocelle. La libreria continua ad essere l’unico punto di riferimento soprattutto per i giovani….” Così era titolato un redazionale apparso nell’edizione di Centocelle di Abitare A (maggio 1988 p. 7) In esso si affermava che: “Il panorama culturale del quartiere si presenta ad un primo sguardo piuttosto depresso: nessun centro socioculturale, nessun cinema, ben 35 associazioni la cui attività non è nota che a cerchie ristrettissime di cittadini ed un senso generale di frustrazione in chi pure vorrebbe fare qualcosa. E’ possibile fare attività culturale in un panorama così desertico? A Centocelle si leggono pochi libri come nel resto della città? E quali?” E a queste domande risposero Sergio Mosera e la sua gentile consorte nonché compagna di avventura (culturale e commerciale) Franca.

Nel marzo 2008 a p. 5 in un nuovo redazionale di Abitare A, firmato da Letizia Palmisano, il titolo segnalava una tappa importante della sua attività: Arethusa, da oltre quaranta anni fonte del sapere a Centocelle”.

Siamo ora ad intervistare Sergio Mosera, ma la signora Franca annuisce mentre serve, con la consueta gentilezza, alcuni clienti della libreria che, dopo l’ultimo restyling sembra ancora più grande oltre che, se possibile, ancora più invitante. 

A proposito della storia della ditta della sua nascita, della sua crescita e della situazione attuale, ecco cosa ci dice.

La libreria Arethusa viene aperta nel quartiere di Centocelle nel 1967, dopo la decisione di portare la mia esperienza precedente da libraio universitario in un’attività tutta mia, divenendo subito un punto di riferimento per gli studenti del vicino liceo scientifico “Francesco d’Assisi”. Un successo arrivato anche vista l’assenza di questo genere di esercizio nel quadrante della periferia est della capitale.

Alla vendita di testi scolastici abbiamo da subito abbinato quella dell’editoria varia che in quegli anni veniva scoperta dai giovani attratti dai libri simbolo del ’68. Siamo riusciti a mantenere un ottimo profitto sino ai primi anni Novanta. Proprio durante quegli anni abbiamo acquistato i locali vicini posizionandovi il settore scolastico, questo ci ha permesso di risentire in maniera minore della crisi non dovendo più sobbarcarci il pagamento di un affitto oneroso.

Ovviamente in tutti questi anni ci siamo adeguati al cambiamento delle esigenze dei clienti inserendo nella nostra struttura un servizio di informatizzazione sin dal 1985 cosa che ci ha permesso di gestire al meglio il mercato scolastico e le ordinazioni.

Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?

Alla base del nostro successo ci sono sicuramente i nostri clienti che per noi sono sacri. Noi ci adoperiamo in ogni modo per soddisfare le loro esigenze prestando un servizio rapido e mirato, facendoli sentire sempre al centro dell’attenzione.

Noi siamo felici anche se vengono a trovarci senza acquistare nulla e non manchiamo di ringraziarli della loro visita e del tempo che ci hanno dedicato.

Come ricorda il quartiere al momento della fondazione della ditta e come si è evoluto Centocelle?

La situazione era molto diversa da quella attuale. Ad esempio per ottenere una licenza occorreva circa un anno ed essendo noi dei pionieri nel settore dell’editoria, spesso venivano a farci visita i vigili urbani dicendoci che eravamo delle persone coraggiose per aver deciso di aprire questo genere di attività.

Ed in effetti c’era qualcosa di pionieristico nella nostra impresa. Per quanto riguarda il quartiere allora di fatto eravamo circondati dalla campagna di fronte avevamo campi con diverse coltivazione che sono scomparsi con l’avanzare della città e con la nascita del quartiere Casilino 23 (ora Villa De Sanctis).

I comportamenti dei clienti come si sono evoluti? Può raccontarci qualche episodio particolare?

Sicuramente l’approccio con i diversi passaggi scolastici sono sentiti in maniera diversa rispetto una volta. Ricordo che quando un ragazzo passava dalle medie alle superiori l’orgoglio della famiglia era davvero grande.

E si manifestava nell’operazione dell’acquisto dei testi scolastici, al quale presenziava l’intera famiglia con i nonni pronti a sobbarcarsi l’intera spesa per permettere al ragazzo di studiare senza problemi.

Adesso complice anche la crisi economica che non finisce mai, si punta sull’usato e con i diversi impegni subentrati nella vita quotidiana questo passaggio passa in secondo piano e non gli si presta alcuna particolare attenzione.

Per quanto riguarda gli aneddoti ne potrei riferire alcuni riguardanti le tante personalità che sono venute a trovarci per presentarci i loro libri. Uno su tutti: Antonio Spinosa una grandissima persona che, oltre a presentare i suoi lavori, acquistava anche moltissimi libri e non accettava assolutamente nessun trattamento di favore: un vero signore.

Cosa si dovrebbe fare per migliorare la situazione nell’ambito commerciale e nel quartiere?

Lavorando nel mondo dell’editoria da anni vorrei spiegare e far comprendere ai nostri governanti che questo mestiere viene fatto per pura passione perché il giro d’affari è davvero misero. Consiglierei di poter distribuire i libri gratuitamente a tutti usando come mezzo la defiscalizzazione attraverso la dichiarazione dei redditi.

DATI

Denominazione ditta: Arethusa libreria
Genere merceologico: LIBRERIA
Anno di nascita: 1967
Fondatore: Sergio e Franca Mosera
Titolare attuale: Sergio e Franca Mosera
Indirizzo sede: Viale della Primavera 93/101
Telefono: Tel. 062412310


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