Aspettando la ciclabile sulla Nomentana

Un lettore lamenta il disinteresse del centrodetra capitolino all'argomento piste ciclabili

Un nostro lettore si è chiesto "che fine ha fatto la pista la ciclabile sulla Nomentana?" Della ciclabile fantasma, che avrebbe percorso la Nomentana da Porta Pia a Montesacro,si era già parlato a ottobre 2008 sul nostro giornale, ciò che preoccupa è la carenza di segnali di interesse da parte dell’amministrazione capitolina sull’argomento piste ciclabili. Inoltriamo e pubblichiamo:  

La notizia è apparsa nei giorni scorsi su alcuni siti tematici (su tutti si veda Roma Pedala, il blog dei ciclisti romani), la nuova amministrazione capitolina avrebbe abbandonato il progetto per la realizzazione della pista ciclabile sulla via Nomentana.

Il motivo? Misterioso, forse è l’improvviso venire a mancare di fondi già destinati o più probabilmente il completo disinteresse verso la mobilità alternativa dimostrato dal centro destra capitolino.

Si tratta di una sconfitta clamorosa per la ciclabilità romana, tanto più che il futuro percorso protetto da Piazza Sempione a Porta Pia era in cantiere da tempo e l’iter progettuale era in cammino (c’erano stati incontri su incontri, la Conferenza dei Servizi, ecc.) e i lavori sarebbero dovuti partire entro il 2008. Sconfitta clamorosa perché la pista si sarebbe dovuta sviluppare lungo il lato destro della Nomentana (per chi proviene dal centro) utilizzando per lo più spazi già esistenti e che non necessitano di particolari e costosi lavori.

Una pista quella sulla Nomentana, già stata inserita nel Piano Generale del Traffico Urbano del 1999 tra le "piste ciclabili di previsione su tracciato già definito", e fondamentale perché oltre a permettere ai ciclisti del IV, del III e del II Municipio di raggiungere il centro in sicurezza, il percorso tocca diversi punti di interesse: biblioteche (la biblioteca comunale di Villa Leopardi), facoltà universitarie (la facoltà di Filosofia dell’Università "la Sapienza" presso villa Mirafiori), complessi scolastici (il San Leone Magno e la Mary Mount) e ministeriali (il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero dei Trasporti) oltre a connettere diverse aree verdi e ville storiche della capitale (la Riserva naturale della Valle dell’Aniene, Villa Paganini e Villa Torlonia).

In più a Piazza Sempione si riconneterebbe con la dorsale ciclabile Aniene (già esistente), nelle due direzioni possibili, Villa Ada e Ponte Mammolo, e a Porta Pia, con la futura archeociclabile lungo le Mura Aureliane. Mentre all’altezza della Batteria Nomentana è già prevista la diramazione verso la futura Stazione Roma Tiburtina (che sfrutterà la vecchia sede della Tangenziale Est) e già da ora è facilmente raggiungibile la Stazione Roma Nomentana (dove sono presenti cinque cicloparcheggi).

Sarebbe interessante avere una spiegazione ufficiale da parte dell’assessore all’Ambiente De Lillo o dal suo collega ai Lavori Pubblici, Ghera, ma chissà perché tutto tace.

Alessio Troversi

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