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Beppe l’implacabile – La colpa del “bajon”- I due Matteo Renzi di Carlo De Benedetti – Il giaguaro di Maria Stella Gelmini

Fatti e misfatti di giugno 2013

Beppe l’implacabile

“Abbiamo conquistato i Comuni di Pomezia e di Assemini – ha comunque urlato intanto, per cercare di nascondere il suo clamoroso “flop” da est ad ovest e da nord a sud, il sempre più risicato Beppe Grillo – ma il nostro cammino, se è lento, sarà comunque inesorabile”.

Alle prossime elezioni, dunque, Beppe Grillo potrebbe conquistare anche, magari, i Comuni di Sambuci e di Nuragus. Lento, ma inesorabile.

La colpa del “bajon”

“Il problema del “Movimento 5 stelle” – ha dichiarato e motivato, a “Sky24 pomeriggio”, la senatrice Adele Gambaro – è proprio e solo Beppe Grillo”.

Ma il “padre padrone” come l’ha presa? Sembra che, invece di urlare le solite invettive e le solite minacce contro chi osi ribellarsi, questa volta si sia limitato a porre, sul suo “blog”, questa semplice domanda alle truppe: “Ditemi voi se il problema sono davvero io”. Sarà interessante conoscere, dunque, come risponderanno le truppe. Ma c’è già da ritenere che arriverà una valanga di no. Perché i graduati di truppa entrati in Parlamento non avranno alcun interesse, per non rimanere fuori da possibili futuri eventi di un certo interesse, di rispondere sì. E perché la semplice truppa “5 stelle” senza stellette continuerà a sostenere, per il bisogno di avere un idolo qualsiasi da adorare, che Beppe è il solo vero unico dio e chi non lo segue non può essere che un eretico o un idiota. Ma allora, in questo caso, di chi sarebbe la colpa del drammatico “flop” registrato ovunque dal “Movimento”? Ritmava una canzone cantata, negli Anni 50, dalla indimenticabile Nilla Pizzi: “La colpa non è mia, è colpa del bajon… Se faccio una pazzia, è senza l’intenzion: in fondo è tutta colpa del bajon”. Ecco, se il “Movimento 5 stelle” ha registrato ovunque un drammatico “flop”, la colpa, sicuramente, potrebbe essere stata del bajon. Mai del dio Beppe.

I due Matteo Renzi di Carlo De Benedetti

“Matteo Renzi – recente dichiarazione di Carlo De Benedetti, proprietario del “Gruppo Espresso-Repubblica” – è l’unico “leader” pd spendibile… perché rappresenta un cambiamento”.

Non troppo tempo fa, però, Carlo De Benedetti aveva rilasciato questa dichiarazione alla giornalista inviatagli da Eugenio Santoro per la sua trasmissione: “Renzi? Abbiamo già dato: non mi sembra il caso di proporre un Berlusconi di sinistra. Di sinistra, poi, si fa per dire. Non ho capito, tra l’altro, che cosa voglia fare oltre che (brutta parola) rottamare”. Che cosa è successo, allora, in questo breve tempo intercorso fra le due dichiarazioni clamorosamente contrapposte? Due le ipotesi. La prima è che il proprietario del “Gruppo Espresso-Repubblica” è un po’ lento nel comprendere, se gli sono stati necessari più di due mesi per intendere il pur semplice e facile verbo di Matteo Renzi. La seconda è che il proprietario del “Gruppo Espresso-Repubblica” ha avuto da qualcuno una dritta certa e ha deciso di puntare, per mettere al sicuro il suo impero, sul cavallo Matteo. Matteo, però, dovrebbe stare attento. Il proprietario del “Gruppo Espresso-Repubblica”, Carlo De Benedetti, in passato ha puntato – come noto – sul cavallo Veltroni, sul cavallo Rutelli e sul cavallo Franceschini e però, alla fine, ha portato “sfiga” a tutti e tre.

Il giaguaro di Maria Stella Gelmini

“Senza Berlusconi in campo – ha dichiarato, nel commentare il tracollo pdl nelle recenti amministrative parziali, Maria Stella Gelimini – non si vince”.

Certi poteri dello Stato e non solo lo sapevano già, ma questa autorevole conferma è arrivata utile e gradita. Come uno sprone per procedere con maggiore determinazione e maggiore fretta su una certa strada da tempo imboccata: quella di espellere Berlusconi, dal terreno di gioco, con un “cartellino rosso” extra-politico. Maria Stella Gelmini, comunque, dovrebbe chiarirsi – se può – le idee: lei sta con il giaguaro con le macchie che sta progressivamente smacchiando il Cavaliere Silvio o con il Cavaliere Silvio che sta perdendo progressivamente le sue macchie? Perché le parole sono pietre – come ha titolato una sua famosa opera Carlo Levi – ma, poi, chi decide di tirare le pietre deve sapere come e dove tirarle. Così per dire, naturalmente, a puro titolo di cronaca. Perché, alla fine, sono fatti loro: di Maria Stella Gelmini, di Silvio Berlusconi e del Pdl.

 

 

 

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