

Persi il 40% degli utenti in sette anni. Pesano i cantieri PNRR e il divario tra centro e periferia
Il sistema bibliotecario di Roma vive una fase di trasformazione segnata da un forte contrasto: investimenti senza precedenti per nuove aperture e riqualificazioni, ma un calo consistente di utenti certificato dai dati ufficiali 2025.
Secondo il report comunale, rispetto al 2018 si sono persi oltre 307mila frequentatori. Un arretramento che incide in modo particolare sulla componente studentesca e che riapre il dibattito sul ruolo delle biblioteche nella città post-pandemia.
Il confronto con il 2018 è netto:
Utenti complessivi: da 752.681 a 445.544 nel 2025 (circa -40%).
Studenti: dal 32,3% del pubblico al 27,9% (122.818 presenze).
Nuove iscrizioni: -15,3% rispetto al 2024.
Il rimbalzo atteso dopo il Covid non si è consolidato. Anzi, l’ultimo anno registra un ulteriore arretramento, segnalando una difficoltà strutturale nel riportare il pubblico dentro le sale lettura.
La mappa delle presenze riflette le disuguaglianze territoriali della Capitale.
Le biblioteche più frequentate
Biblioteca Nelson Mandela (San Giovanni) – oltre 34.000 lettori
Biblioteca Guglielmo Marconi (Ostiense/Marconi)
Biblioteca Goffredo Mameli (Pigneto)
Si tratta di strutture inserite in quartieri densamente popolati e ben collegati, spesso con forte presenza studentesca.
I Municipi
Il Municipio Roma VII (Appio-Latino/Cinecittà) guida con 65.038 lettori.
All’estremo opposto, il Municipio Roma VI (Tor Bella Monaca/Delle Torri) registra appena 2.483 lettori.
Un divario che conferma la fragilità dell’offerta culturale nelle periferie est, dove la domanda potenziale è alta ma i presidi risultano insufficienti o meno attrattivi.
L’amministrazione attribuisce parte del calo alla chiusura temporanea di 21 biblioteche per lavori di efficientamento energetico finanziati con 17,5 milioni di euro.
Parallelamente, la strategia punta su un’espansione significativa:
32,5 milioni di euro per la creazione di 9 nuovi poli culturali.
Obiettivo di passare dalle attuali 40 strutture a circa 70 tra biblioteche, poli civici e aule studio.
L’aula studio di Tor Pignattara, nata come soluzione temporanea, diventerà permanente, portando a 14 il totale cittadino.
Il progetto, sostenuto dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, mira a trasformare le biblioteche in hub civici polifunzionali, capaci di intercettare nuove fasce di pubblico.
La sfida per Roma non è soltanto ampliare la rete, ma ripensare l’offerta culturale in un contesto in cui lo studio e la fruizione dei contenuti si sono spostati in parte sul digitale, mentre le periferie continuano a chiedere spazi accessibili e attrattivi.
La partita si gioca ora sulla capacità di trasformare le nuove strutture in luoghi vivi e inclusivi, capaci di invertire una tendenza che, numeri alla mano, appare ancora in discesa.
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