

Questo l'appello dei residenti del Collatino alle istituzioni
In questi giorni girovagando sulla rete ci siamo imbattuti sulla pagina Facebook del gruppo Collatino. Un gruppo privato con oltre 4.000 iscritti, dove Domenico Brocato ha pubblicato una decina di foto di quello che è rimasto lo storico parcheggio realizzato durante il Giubileo del 2000 in via G. B. Valente angolo via Prenestina per consentire ai bus turistici che, come oggi, avrebbero portato a Roma migliaia di pellegrini al giorno.
Va premesso che i residenti hanno già decine di volte segnalato situazioni indicibili alle istituzioni locali senza però vedere nessun provvedimento messo in atto per riportare decoro e sicurezza in un territorio densamente popolato con numerosi plessi scolastici e un paio di asili nido a pochi metri.
Le foto raccontano situazioni che non sarebbero credibili se non proprio attraverso le immagini ma i responsabili del gruppo hanno pubblicato anche un breve ed esilarante **testo che strapperebbe più di un sorriso se la situazione però non fosse quella reale, drammatica, invivibile e pericolosa come purtroppo è.
Cosa aspettano il V municipio e dipartimenti competenti per materia ad intervenire? Attendono che i cumuli di rifiuti e gli insediamenti abusivi e di fortuna raggiungano le dimensioni di quelli sulla vecchia Collatina o nell’area dell’ex Teatro tenda a strisce in cui sono stati tollerati insediamenti abusivi e la nascita di una vera e propria discarica che nel solo mese di dicembre 2024 ha impegnato più squadre dei Vigili del Fuoco per spegnere imponenti incendi che solo grazie alla loro grande professionalità non hanno raggiunto le confinanti strutture commerciali, scolastiche e degli uffici municipali di via G. Perlasca.
Purtroppo nulla hanno potuto per impedire che colonne di fumo nero cariche di veleni costringessero migliaia di cittadini a rintanarsi in casa con finestre chiuse.
Attraverso le foto e a quanto scritto nella pagina Facebook del Collatino i nostri amministratori locali, che vanno dalla Giunta guidata dal presidente Mauro Caliste a tutti i componenti del consiglio che siano dello schieramento di maggioranza o di opposizione, hanno tutte le indicazioni per poter dare risposte immediate come quelle della bonifica dell’area e programmare quelle, ormai indispensabili, per la sicurezza che vanno da una programmazione certa del servizio di pulizia e spazzamento, al potenziamento dell’illuminazione pubblica al posizionamento di telecamere.
I cittadini, come detto, hanno scritto e documentato la situazione, noi come giornale la riportiamo senza alimentare polemiche, spetta però adesso ai soggetti indicati dare con i fatti le risposte necessarie.
Ah, il parcheggio di via Valente, un vero e proprio angolo di paradiso nel cuore del nostro quartiere!
Chi ha bisogno di un viaggio esotico quando puoi vivere un’esperienza sensoriale unica qui?
“L’aria fresca” è un simbolo del degrado: gli effluvi dei rifiuti abbandonati ti accolgono con un abbraccio caloroso, come un vecchio amico che non vedi da tempo.
E che dire delle docce divelte e li abbandonate? Un vero e proprio invito a un “bagno all’aperto”! Chi non sogna di lavarsi sotto il cielo aperto, con una vista mozzafiato su sacchi di immondizia?
E i divani? Ah, i divani! Non sono solo un luogo dove sedersi, ma veri e propri pezzi d’arte che raccontano storie di una vita vissuta… e abbandonata.
E la mini roulotte? Un angolo di charme che fa invidia a qualsiasi resort a cinque stelle! La graziosa dependance vetrata costruita di fronte è un tocco di classe che rende il tutto ancora più affascinante.
Perché, ammettiamolo, chi non vorrebbe svegliarsi aprire la finestra con la vista di una roulotte e una vista panoramica su rifiuti e degrado?
Insomma, un mix perfetto di natura, design e… profumi indimenticabili! Via Valente, ti ringraziamo per queste esperienze inimitabili.
Grazie a tutti coloro i quali hanno “collaborato“ a rendere questo parcheggio più vissuto.
Grazie all’Ama. Grazie alla Polizia Locale. Grazie grazie per aver migliorato la qualità e la vivibilità del nostro quartiere.
Domenico Brocato

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Non possiamo aspettarci che sia sempre l’amministrazione a tenersi cura di un territorio come quello di Roma Capitale: un territorio immenso di 1.300 Km2.
Tocca a noi cittadini rimboccarsi le maniche e fare quello che faremmo se avessimo lo stesso degrado in casa nosta: ci si munisce di scope, di sacconi di plastica, di guanti, di forbici per giardinaggio, di secchioni d’acqua e di volontà. E i luoghi si trasformano facendo comunità, conoscendo i propri vicini di casa e formando nuovi rapporti.