Bocciate le delibere per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili

Il 17 dicembre il Campidoglio ha detto no con "l'unione tra Partito Democratico ed il Centro Destra"
di Alvaro Colombi - 20 Dicembre 2007

Che dovesse accadere era previsto. Specie dopo i falliti tentativi di mediazione tra le parti che qui (si badi bene) non erano rappresentate da maggioranza e opposizione. Così, nella seduta consiliare del 17 dicembre scorso, le due delibere sostenute dalla sinistra radicale per l’istituzione del Registro delle coppie di fatto non sono passate.

La prima viene bocciata con 48 voti contrari (Partito democratico e tutti i partiti di centro destra) e 11 favorevoli (Verdi, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Socialisti e Radicali della Rosa nel pugno). Stessa sorte per la seconda, quella di iniziativa popolare. Nessuna astensione ma un’assenza eccellente: quella del sindaco Veltroni, invitato all’Aquila per partecipare ad una “importante” iniziativa del Partito Democratico. Del resto la sua posizione sulla “incompetenza” dei comuni in tale materia (“Non ci possiamo sostituire allo Stato”) era nota da tempo.
____
In aula, dai politici della sinistra radicale al pubblico presente, il coro di disappunto, se non d’indignazione, che segue l’esito della votazione, è unanime. Smeriglio, segretario romano di Rifondazione comunista, dice che “quanto avvenuto in aula segna la nascita, in Campidoglio, di una nuova maggioranza che va dal Pd ad Allenza nazionale”. Sulla linea delle accuse al Pd e sulla “posizione di assoluta ambiguità in fatto di diritti civili” insiste anche il socialista Grillini. Da parte sua il verde Bonelli, capogruppo alla Camera, afferma che “l’aula di Giulio Cesare sembrava quella di vent’anni fa, controllata da una potentissima Dc”. Qualcuno tra il pubblico grida che Roma “è diventata una succursale del Vaticano”. Frase “estrema”, quest’ultima, ma in giro si dice che a influenzare la rotta al Pd, oltre ai recenti editoriali dell’Avvenire, di stampo quasi intimidatorio, sia stato anche l’incontro tra Veltroni e il cardinale Bertone.

Comunque stiano le cose un fatto è certo: che Roma ha mancato la grande occasione per affermare (finalmente) il valore della laicità dello stato. Come è certo che all’interno del Pd già esiste una “questione cattolica”. Bisogna vedere dove questa lo porterà.

Per dovere di cronaca c’è da segnalare che non è passato nemmeno l’ordine del giorno voluto dal Pd, col quale si proponeva una delibera quadro sui provvedimenti già adottati dal Consiglio in materia di convivenza. Voti favorevoli 24, contrari 23, astenuti 9 consiglieri della sinistra.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti