

Fatti e misfatti di aprile 2013
“Bunga bunga” e “Ballo del qua qua”
“Il Governo che sta nascendo – ha urlato sul suo “blog” Beppe Grillo – è un’ammucchiata degna del miglior “bunga bunga””.
Per il Beppe tarantolato, certo, sarebbe stato preferibile il “ballo della pizzica” nella sua versione più isterica. Oppure il “ballo del qua qua”, quello – come ritma la canzone – di “un papero che sa fare solo qua qua qua”.
L’ignobile razzismo del “Nobel”
“Brunetta che giurasse da Ministro? – così Dario Fo ai microfoni de “La zanzara” su “Radio 24″ – La prima cosa da farsi sarebbe cercare un seggiolino per poterlo mettere all’altezza della situazione. Ma, poi, il cervello di Brunetta: quello è ancora più piccolo”.
Non stimare Renato Brunetta, come qualsiasi altra persona, non è certamente vietato né dai Codici né dai Dieci Comandamenti. Esprimere disistima, nei confronti di Renato Brunetta come nei confronti di qualsiasi altra persona, ricorrendo ad espressioni che facciano riferimento a particolari caratteristiche fisiche è, però, soprattutto una forma di becero razzismo. Ma forse, invecchiando, il “Nobel” Dario Fo è tornato bambino antipatico e cattivo. Oppure, addirittura, giovanotto. Il giovanotto di quella Repubblica sociale fascista così intrisa di razzismo e della quale lui fu un convinto e fervido seguace. Alle volte, sì, tornano. I fantasmi e i peccati di un tempo.
Amanti istituzionali
“Personaggi autorevoli della Regione Basilicata – ha accertato il giudice per le indagini preliminari di Potenza – hanno presentato, per avere i rimborsi previsti per spese di segreteria e di rappresentanza, fatture ritoccate a mano e, addirittura, scontrini altrui raccolti per la strada”.
I personaggi “autorevoli” della Regione Basilicata finora presi con “il sorcio in bocca” dalla Magistratura appartengono al Pd, al Pdl e all’Italia dei valori, ma sembra che le indagini tuttora in corso finiscano per smascherare personaggi “autorevoli” anche di altri partiti. Un autentico arco costituzionale della malapolitica, dunque, vergognoso quanto sconcertante. All’interno del quale c’è stato perfino chi non ha avuto il minimo scrupolo nel far passare per spostamenti e soggiorni istituzionali lunghe e piacevoli vacanze con la propria amante. Tanto da far definire il tutto, dal giudice per le indagini preliminari, “uno scenario desolante e imbarazzante”. Ma soprattutto – si spera – da condannare severamente senza alcuna attenuante.
Dio e Curia
“Papa Francesco – si è espresso un gruppo di cardinali – si sta stancando troppo, non sappiamo quanto potrà reggere questo ritmo”.
Beh, certo, se ad esempio non si stancasse nel lavorare per una Chiesa sempre più vicina agli “ultimi” e nel preoccuparsi delle faccende – perfino dell’opportunità della sopravvivenza – della banca vaticana Ior, potrebbe certamente reggere il ritmo molto meglio e molto più sicuramente. Ma Papa Francesco sembra preferire continuare sulla strada che riconduca la Chiesa alle sue origini. Confidando sulla volontà di Dio padre più che sulla volontà di certa Curia “sollecita” figlia.
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